Oscar Farinetti, Eataly, Fontanafredda: tutto raccontato nella sua biografia

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Buon ultimo, leggo finalmente la biografia di Oscar Farinetti. Ci volevano le ferie estive per farmi leggere di un fiato la storia di un uomo, indubbiamente unico nel panorama economico italiano: sono d’accordo con Franco Ziliani, quando a suo tempo commentava che più di una biografia si tratta in realtà di un’agiografia, che non nemmeno si merita, ad onor del vero, visto che da quello che emerge, la persona in questione è dotata di molto senso pratico, poco incline ai salamelecchi, diretta e sincera nei rapporti. La notizia che più mi ha colpito è quella della vendita del gruppo Unieuro agli inglesi della Dixons: con quei soldi guadagnati, la stragrande maggioranza delle persone, io compreso, si sarebbe messa a fare la bella vita per il resto dei suoi giorni, invece Oscar fonda Eataly, poi non pago,si mette a comprare aziende vinicole proprio ora che il settore è in crisi. Insomma un vero imprenditore che ama il rischio, che riesce a coinvolgere gli altri nei suoi progetti. La parte legata ai giornalisti gastronomici è quasi comica: in pratica Farinetti si accorge che deve discutere anche con loro, dopo le critiche ricevute da Ziliani e Bonilli, non che prima fosse una categoria che lo interessasse troppo…Ora invece si concede volentieri agli amici di Dissapore e ad altre testate..Insomma, mi tocca andare a Torino in tutti i modi per vedere Eataly, tra poco sono due anni e non ci ho messo piede! Le  critiche: si tratta con molta leggerezza, senza approfondire i particolari,  dei vari rapporti con politici, associazioni, personaggi dello spettacolo, quasi fosse un elemento incidentale il fatto di conoscerli strettamente e non collegato, a volte direttamente, al successo ottenuto; si insiste molto sulla parte animale di Farinetti, con la descrizione di tutte le sue pisciate (scusate ma è così) ogni volta che si trova a combinare l’affare giusto, forse per creare un’immagine di “uomo di panza” ma che appare finanche superflua. Infine,non una critica al libro (complimenti ad Anna Sartorio, l’autrice, a parte qualche tono eccessivo, la biografia di un cinquantenne non deve essere facile a scrivere) ma alla persona: Farinetti agisce molto da Piemonte centrico, sembra non  ricordare che il mondo non gira tutto attorno a Cuneo e dintorni: Sarà per questo che la diffusione in Italia di Eataly incontra qualche problema?

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

7 commenti

  1. Il vero problema delle aperture é trovare le location giuste, cioé il posto oltre che grande deve essere anche bello, questo mi diceva uno dei produttori presenti ad eataly, uno di quelli “pesanti”.

  2. Io ho lavorato con Farinetti e ci tornerei subito. Avete mai visto un Amministratore Delegato che scarica le lavatrici? O meglio avete visto mai un Imprenditore che lavora con TUTTI i suoi dipendenti/colleghi? Anzi…caro Oscar se leggi queste righe richiamami. Se hai bisogno di me a Roma ci sarò. Massimo Frabotta.

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