banner4

Odio la glassa di aceto balsamico

1

Non ha avuto alcun senso inventarla. Eppure ha ammaliato e conquistato migliaia di cuochi e, di conseguenza, centinaia di migliaia di persone. E’ un best seller sugli scaffali del supermercato, non se ne può fare a meno in ogni famiglia che si rispetti. Io la odio. Parlo della glassa di aceto balsamico, un prodotto alimentare inutile: denso, sciropposo, dolce, utilizzato a sproposito su pietanze che vivrebbero meglio senza vedersela depositata sopra o a fianco. Compare sulle tartare di pesce, sui carpacci di carne, sulla tagliata di manzo (sic!), nelle insalate vegane e vegetariane, unendo piatti che non avrebbero motivo di essere uniti, decorando in maniera blasfema cibi che sono sopravvissuti a lungo senza di lei. Sembra quasi di vedere un pasticcere che spreme cioccolato su un dolce, quando si osserva il cuoco che gesticola cercandodi creare ghirigori armoniosi su crostacei bolliti (purtroppo si….), petto di pollo grigliato, o anche semplici insalate composte da ortaggi crudi. Il peggio arriva quando il tapino prova a metterla su della pasta, magari ripiena, con l’idea che la compattezza della glassa resista anche al calore, senza pensare a chi dopo la debba ingurgitare. E chi la usa per nappare( si nappare, termine francesizzante che indica il coprire con salsa) le fragole? Quale pena si meriterebbe il disgraziato fautore di questa moda alimentare? Vista purtroppo anche su risotti perfettamente mantecati, serviti all’onda, con il dolce acido della stessa prionto a rovinare l’equilibrio del piatto: se poi sono risotti alle fragole, ben gli sta al commensale che li ha ordinati! Non esiste, dunque, una pena accessoria che possa farla accettare, occorre solamente sopprimerla: senza dubbi, con solo certezze, contenti di sapere di fare un gran bene per l’umanità. Consapevoli dei milioni di euro di fatturato perduti,  sapendo però di avere vinto una battaglia sull’educazione gustativa delle nuove generazioni. E non utilizzatela nemmeno per i formaggi! Solo Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, tutto il resto può attendere

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

Leave A Reply