Nutella biscuits, un successo ancora in crescita

0

Ad un anno dall’uscita sul mercato dei  Nutella biscuits sulla piazza italiana, il successo non accenna a diminuire, anzi, nello stabilimento in Basilicata, dove vengono prodotti, si continua ad assumere.

Nutella biscuit

 

 

 

 

 

 

Ma cosa hanno di così tanto speciale questi biscotti, da aver creato subito la “fame” nei consumatori, che nei primi mesi di commercializzazione hanno letteralmente svaligiato i supermercati, vuotando gli scaffali nemmeno fosse tempo di carestia. E questo addirittura pre Covid! Ci sono voluti dieci anni di sperimentazione,  test su mercati come Francia e Germania e quindi il lancio in grande stile sul territorio italiano. Eppure, se dobbiamo descriverli senza troppa enfasi, ridotti all’osso sono biscotti spalmati di Nutella! Eh no, l’obiezione pronta da parte dell’esperto, la difficoltà è stata nel trovare lo spessore giusto della base che deve contenere la crema di nocciole, ed anche il “coperchio” deve essere sottile abbastanza da non invadere come gusto, ma resistente per evitare che si spezzino. Mica pizza e fichi, insomma! Quello che stupisce è che non limita  assolutamente la vendita il fatto che, nei suoi ingredienti si trovi il famigerato olio di palma, il che fa capire come una buona tecnica di marketing riesca a sconfiggere un limite che parrebbe oggi invalicabile, ovvero quello della salute del consumatore, ancora più forte di altri elementi che vanno per la maggiore, come la sostenibilità ambientale. A volte diventa difficile ripercorrere la strada che porta al successo, ma in questo caso sembra che abbia funzionato la limitazione iniziale del prodotto, ovvero la scarsità di biscotti presente nei negozi, il passaparola tra amici, la voglia di essere come gli altri ed essere capace così di assaggiarli, darne lo stesso giudizio e quindi accaparrarseli.

BiscocremaIl competitor principale, ovvero Mulino Bianco del gruppo Barilla, ha risposto con i Biscocrema, pur avendo in casa gli antesignani , ovvero i Baiocchi: successo sì, ma non travolgente. Un dato di fatto è certo: saremo un paese di grandi risorse alimentari, di “Giacimenti gastronomici” come ha detto a suo tempo Davide Paolini, ma quando si tratta di merende, inutile evocare i tempi andati, quando si mangiava pane e olio, pane vino e zucchero, o pane con i salumi. Quello che va per la maggiore rimangono le “merendine”, odiate da pediatri e nutrizionisti, tanto apprezzate dai bambini. Volente o nolente, così e se vi pare.

 

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento