Non è Natale se…

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Ci sono momenti nei quali non si può sfuggire al destino: il giorno di Natale è uno di questi. Se proprio l’intenzione è quella di trascorrerlo in maniera diversa, partite per i Tropici, via da questo pazzo mondo, dove nemmeno sanno cosa sia l’albero di Natale ed il presepe: al ritorno scoprirete che vi mancherà qualcosa, perché è così, i riti dei giorni vicini delle festività di fine anno creano dipendenza. Tutto scorre al rallentatore dal mattino del 25 Dicembre, prima la frenesia è a livelli parossistici: rassegnatevi a fare la spesa il pomeriggio del 24, vivrete più felici e troverete comunque tutto quanto vi occorre magari a prezzo scontato. Tralascio di disquisire riguardo ai riti non mangerecci, la tombola pomeridiana, il cinema malgrado la folla, lo “struscio” in città anche se fa un freddo polare e mi concentro su quello che riguarda il solo cibo.

  1. GELATINA Assente per 363 giorni, ricompare sulle tavole il 24 sera e il 25 a pranzo, sotto forma di decorazione per tartine decorate con burro montato(sic!) o maionese. Purtroppo sarà quella fatta con il dado e non quella naturale, ingurgitatele facendo anche un bel sorriso di soddisfazione
  2. VOL AU VENT Come l’Araba Fenice risorgono al momento del bisogno. Passi quando sono riempiti con salse calde, da quella di fontina magari con funghi, a quella finanziera, passando per la besciamella che accoglie piselli ( si , piselli a dicembre, avete letto bene!!) e prosciutto. Il problema nasce quando sono farciti con mousse fredde, di tonno e fegato, serviti freddi, con la sfoglia che si impasta alla bocca. Oscenamente voluttuosi, hanno il solo pregio di impedire a mangiare causa blocco allo stomaco
  3. INSALATA RUSSA Sarebbe un piacere, a dire il vero, la possibilità di mangiare una porcata “legalizzata”, anche in abbondanza. Il terrore è che la zia, rigorosamente  zitella,  che l’ha sempre preparata con le sue manine sante e venerabili, si scordi la ricetta ed impieghi così il minestrone surgelato invece delle verdure cubettate da insalata , ci metta la maionese primo prezzo invece della sua, ed abbondi in barbabietole che la renderebbero di un colore osceno: ma se tocca, occorre mangiarla
  4. CAPPONE BOLLITO E TACCHINO ARROSTITO Sarebbe interessante se la nonna, una volta si sbagliasse, invertendo le due cotture tanto per far provare nuovi sapori Ed invece sarà obbligatorio dover  mangiare carni sfibrate e stanche, poco saporite, che arrivano quando già lo stomaco dimostra di essere satollo, con sofferenze indicibili al solo pensiero di dover rimangiare il tutto al pranzo del 26. La consolazione sta nel piano B, quello del riciclo degli avanzi, ma bisognerebbe avere qualcuno bravo nel farlo!
  5. FRUTTA SECCA Assente nella stragrande maggioranza dell’anno, ricompare imperiosa a fornire calorie in eccesso quando non se ne sentirebbe certo la necessità. Passi per le nocciole e le mandorle, facilmente riciclabili, passi per le arachidi, facilmente smerciabili negli aperitivi, ma quello che mina alla base il fegato e la digestione, è il dattero secco o peggio, il fico, nel quale viene inserita una noce. La passione del nonno che dovrà essere continuata a celebrare, insofferenti ai risultati delle analisi del sangue del periodo successivo
  6. SPUMANTE DOLCE E SECCO Oramai una suddivisione che nessuno riesce ad immaginare a fine pasto, destinando automaticamente il brut all’aperitivo e il moscato ad accompagnare il pandoro , ma nei raduni familiari ci sarà sempre chi riproporrà questa formula “d’antan”, e sarà facile vedere colui che cederà all’assaggio di prodotti lontani anni luce dall’idea di piacevolezza . Ma in quel giorno sarà un piacere cedere alle tentazioni
  7. DIGESTIVI C’è chi lo invocherà alla fine di un pasto che lo vedrà arrivare alle pompe, con pancia gonfia, occhio vitreo, capacità mentali azzerate. E non si tratta di DIGER SELZ o CITROSODINA, bensì di un amaro o, peggio, di un distillato , che troncherà ogni capacità digestiva fino al giorno successivo
  8. TE’ E TISANE Per quei fortunati che non dovranno sottostare alla doppietta, ovvero il pranzo e cena parentale nello stesso giorno: Per una volta sarà un piacere anche per il ghiottone gaudente versare una tazza da sorseggiare senza fretta. E poi magari un’altra, ed un’altra ancora…
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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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