NATALE: COSA SI MANGIA A CASA DEGLI CHEF STELLATI?

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Il Pranzo di Natale è il più celebrato e atteso dell’anno, ma gli chef stellati pranzeranno a casa con le loro famiglie? In caso affermativo, cosa non può mancare sulla loro tavola natalizia? Abbiamo rivolto questa domanda ad alcuni grandi chef fiorentini

Cosa mangiano gli chef famosi a Natale in famiglia?

Sempre che riescano a farlo il Natale a casa con la famiglia..cosa non proprio automatica per chi di professione lavora per rendere felici gli altri a tavola.  E guarda caso tutti vogliono mangiare da Dio e essere felici per le feste, e quindi lo chef anziché rilassarsi mette il turbo dai primi di dicembre fino ai primi di gennaio, quando pian piano la frenesia degli auguri si acquieta e tutto torna alla normalità.

Per molti chef quelle cose che noi diamo per scontate tipo la cena della vigilia che finisce con la tombolata a aspettare mezzanotte per scartare i regali, e il pranzo di Natale con la famiglia, sono solo vaghi ricordi di infanzia, perché da anni ormai nemmeno vanno a letto sotto le feste tanto è il lavoro e preparativi per il pranzo più celebrato dell’anno.

Noi delle Delizie, con la nostra innata simpatia e tempismo abbiamo deciso di affondare il coltello nella piega e chiedere ad alcuni chef di Firenze e dintorni come passeranno il Natale, ma soprattutto cosa vorrebbero trovare sulla loro tavola di casa quel giorno.

Emerge una tendenza molto bella e sana: il 25 dicembre molti ristoranti scelgono di chiudere, e questo non va interpretato come un disservizio, ma come un gesto di amore per se stessi e per i propri cari. Oppure possono esserci soluzioni alternative, se di chiudere non se ne parla proprio. Piccola anticipazione: brodo, bollito e tortellini la fanno da padrone, anche sulle tavole casalinghe dei nostri eroi della cucina.

Ma facciamo parlare loro.

Stefano Pinciaroli, PS, Cerreto Guidi

Il PS di Cerreto Guidi chiude a Natale. Ma non crediate che sia un Natale facile per chef Stefano Pinciaroli. Leggete cosa lo aspetta e capirete. “ Stiamo aperti per il cenone di Capodanno, ma il giorno di Natale da tradizione lo passiamo con le nostre famiglie. Cosa non può mancare sulla mia tavola? Il panettone; pensa te che ce lo facciamo in casa..la mia famiglia prepara il panettone! (Vabbé con una famiglia così non poteva che nascere uno chef di talento..) Ma aspetta non finisce qui. La mia compagna è calabrese per cui la sera della vigilia è baccalà, ed è più meno fattibile.. invece è la colazione di Natale a base di frittata con salsiccia piccante che mi spaventa. Un paio d’ore dopo mi aspetta il pranzo..ti immagini!??”

Eh eh caro Stefano, sono queste le situazioni in cui emerge lo chef di spessore..

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Andrea Perini, Al 588, Bagno a Ripoli

Scambiamo due parole con Andrea Perini chef del 588, nostro caro amico dai tempi della scuola. Emerge un certo senso di straniamento dello chef per il primo Natale a casa, tanto che la prima risposta la dice tutta: “aspetta Sabri, sono impreparato a questa domanda. Di solito per il pranzo di Natale non può mancare la divisa perché sono sempre al lavoro!! Dovrei chiedere alle mie “donne”: moglie e madre e zia, che intenzioni hanno. Sono nelle loro mani! Quest’anno il ristorante Al 588 chiude per alcuni lavori di manutenzione e io mi trovo a fare il Natale a casa, credo il mio primo Natale da quando ho cominciato a lavorare nelle cucine di ristoranti ed è per me è una sensazione strana. Posso dirti quello che di solito non manca per la cena di Natale, che invece sono sempre riuscito a ritagliarmi per la famiglia: tortellini in brodo e bollito della zia Marcella. Sul pranzo che dire? Non so cosa mi aspetta, ma di certo non dovrà mancare una bella bottiglia di vino e una forchetta robusta e grande che prenda di tutto di più perché ho intenzione di godermela alla grande!” E bravo chef noi siamo con te, goditela che te la meriti. Saluti alla zia Marcella.

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Edoardo Tilli, Podere Belvedere, Pontassieve

Per chef Edoardo Tilli di Podere Belvedere, il Natale ha meno ritualità. Il ristorante sarà aperto a pranzo, poi cena in famiglia. “ti dirò, il cibo è la cosa a cui penso meno per quel giorno con i parenti. Preferisco stappare un paio di bollicine belle e stare con la mia famiglia che già mi sembra bellissimo. Poi se ci sono i tortellini mangio quelli, altrimenti mi va bene qualunque cosa, basta che cucini qualcun altro! La festa per noi è sempre il 26, quando ci troviamo con tanti amici, molti di loro ristoratori come noi: ognuno porta qualcosa e davvero su quella tavola imbandita non manca mai niente. Pensa che la chiamiamo cena degli avanzi, ma non ti puoi immaginare che prelibatezze arrivano”

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Antonello Sardi, Bottega del Buon Caffè, Firenze

Si prospetta un Natale impegnativo per lo chef Antonello Sardi: “ Il ristorante resta chiuso sia il giorno di Natale che per Santo Stefano, per cui vedrò diverse tavole apparecchiate. Il pranzo di Natale è con la mia famiglia, la cena di Natale con la famiglia della mia compagna. Quello che non manca mai è il salmone, poi tortellini in brodo ( e viste le origini romagnole della famiglia, non oso immaginare  la bontà di quei tortellini, ndr), mentre la sera è bollito come tradizione vuole”.

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Filippo Saporito, La Leggenda dei Frati, Firenze

“Ormai da qualche anno, da quando siamo genitori, io e Ombretta lavoriamo il pranzo di Natale, mentre la sera siamo a casa. Andiamo a festeggiare con i bambini in Umbria dai nonni, i genitori di Ombretta, per cui finito il pranzo al lavoro, via veloci in viaggio. La cosa che non può mancare, anzi che mi devono lasciare obbligatoriamente dal pranzo di natale è la parmigiana di cardi della mia suocera, con i cardi fritti e il ragù bello ristretto. Il tutto poi messo a gratinare in forno. Ne sono ghiotto, vale il viaggio solo quello”. Avete un posto in macchina che scendo con voi?

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Alberto Sparacino, Cum Quibus, San Gimignano, Siena

Il Cum Quibus resterà chiuso per la sera del 24, il 25  e il 26. Per cui tutta vita per chef Alberto Sparacino con cena tra amici, pranzo in famiglia e cena con la famiglia della compagna. “La sera della vigilia non può mancare il baccalà, per Natale il panettone non è trattabile, poi la sera mi aspetta il maialino” viste le origine della dolce metà. Beh ti poteva andare peggio chef, auguri di cuore!

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Beatrice Segoni, Konnubio, Firenze

E chiudiamo con LA chef, lei instancabile, una forza della natura: Beatrice Segoni. “Mi piacerebbe molto passare il Natale con la mia famiglia, come ogni persona normale, ma non posso perché Konnubio è aperto sempre, sia a pranzo che a cena, anche per Natale. Quindi sono qui a lavorare per la gioia di chi verrà a trovarci quel giorno. Però ho la soluzione: faccio venire la mia famiglia qui al ristorante!! Quindi un poco di tempo con loro riuscirò a passarlo”. Non ci si deve mai scoraggiare, questo insegna Beatrice, le soluzioni si trovano e non sempre sono di ripiego. “Sulla mia tavola non può mancare un bel brodo di cappone, dei cappelletti piccolissimi fatti a mano e il bollito con la salsa verde. Ovviamente non può mancare la crema fritta e le olive all’ascolana (tradizioni marchigiane non mentono!). Se vuoi passare a assaggiare due cappelletti, noi siamo qui!”

La tentazione è forte chef, magari mi potrebbe mettere da parte un quadratino di crema fritta? Passo il 26, perché, tanto per non smentire il mio passato di ristoratore, il pranzo di Natale lavorerò anche io. Felice, tanto la sera il brodino caldo tocca pure a me!!

Buon Natale a tutti, chef e non solo.

autore:  Sabrina Somigli

Credits: Paolo Matteoni ph, Al 588, Gilberto Bertini ph, Podere Belvedere

 

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Circa l'autore

Riguardo a Sabrina.Somigli Microbiologa poi sommelier, ristoratrice e food blogger. Cercatrice di erbe spontanee e appassionata di somme matematiche: quelle tra farina più acqua uguale mille pani diversi. Chiantigiana della Rufina, concentrata nelle dimensioni, in pratica un caratello di vin santo; dolce o secco a seconda dell' annata, dell'oroscopo e dell'umore.

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