Natale a cena

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Tutti a parlare del pranzo di Natale, della cena della Vigilia, di pesce e di carne, di dolci  tradizionali ma, mi sono sempre chiesto, c’è chi festeggia la cena di Natale? Una volta erano i ristoratori che si siedevano a tavola il 25 sera, ma c’è chi come tradizione, ha sempre optato per fare, contrariamente alla massa,  un pranzo modesto ed una lauta cena? Oppure è più comune il raddoppio dei pasti?

nataleLa vera soddisfazione è riuscire a mantenere un interesse conviviale lungo un giorno, evitando scene da film “La grande abbuffata” ed avendo sempre bicchieri e piatti riempiti di vino e di cibo in modica quantità ma costante. Questo è quello che aveva sempre pensato ma nel 2020 tutte le fantasie si erano dovute bloccare sapendo che doveva essere irrimediabilmente da solo, e non lo desiderava proprio. Non era misantropo, amava stare con gli amici pur avendo trovato un equilibrio clamoroso nel riuscire a mettere a frutto l’obbligo di stare a lavorare solo sul computer. Ma il Natale e le feste questa volta le avrebbe saltate a piè pari, con un triplo salto mortale con avvitamento, se avesse potuto. La vigilia era andato a dare una mano alla Ronda della Carità, era tornato sufficientemente tardi ed era stata l’occasione per fare lo spuntino di mezzanotte vintage, quindi cocktail di scampi, salmone affumicato, burro su toast ad accompagnare e champagne rosé. Riuscì a dormire poco ma profondamente, lo attendeva alle sette il turno alla pubblica assistenza, sette ore filate che poi diventarono otto per non sedersi a tavola e rientrare. Quanto gli piaceva l’idea del ritrovo in tanti in un salone ampio, l’albero addobbato e magari il presepe, quindi i regali. Meglio fuggire da tali immagini e quindi il tempo di cambiarsi e via a correre, lui che guardava come marziani coloro che lo facevano a natale magari all’ora di pranzo. Doccia paurosamente lunga, pedicure fatta come non mai, barba rasata nemmeno dovesse andare al Waldorf Astoria , attese solo di vestirsi. Non avrebbe mai indossato una tuta, e quindi indugiò poco e si mise in giacca. Il pensiero andava su cosa avrebbe mangiato volentieri con lei: paté, linguine ai calamari, fritto misto, poco e soave quindi formaggio per meritarsi un bicchiere di rosso dopo aver pasteggiato con bianco ed orange. Lo attendeva pane e prosciutto: mise la musica e provò anche ad apparecchiarsi. Suonò il campanello e sentì la voce di un ragazzo che annunciava un delivery. Rimase sorpreso in senso positivo, una sorpresa gradita perché inaspettata, si aspettava il sushi. era lei e in quelle scatole ci sarebbe stato tutto quello che aveva appena immaginato. Compresa la zuppa inglese.

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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