fbpx

Morire in agosto: Stefano Bonilli

2

Morire in agosto, quando sono tutti in vacanza, lascia un senso di smarrimento: i sopravvissuti hanno facce abbronzate, vestiti da spiaggia, aria svagata, uno stupore diffuso, quasi che certe cose non possano accadere, quando il mondo che ti sta attorno  si ferma per viaggiare. Quando poi accade all’improvviso,senza una preparazione,  ancora una volta ti rendi conto della caducità umana,  di quanto sia importante cogliere l’attimo, di non aspettare domani, di progettare senza rinunciare a vivere l’oggi. E’ morto Stefano Bonilli, uno dei padri della critica gastronomica italiana,all’improvviso, una domenica d’agosto, con la notizia che si diffonde la sera, in maniera repentina, con degli instant post, a ricordare come fosse stato uno dei primi giornalisti italiani del passato a credere nelle potenzialità del web : come sempre capita, in questi casi, tutte le persone più vicine a lui stanno in silenzio, non hanno la forza di parlare, di scrivere, anche se per molti è il loro mestiere.  Dei social era presente su twitter, non amava Facebook, dove se ne era andato dopo una breve comparsa: ed è forse meglio che non veda alcuni scritti che sono comparsi, troppo veloce e ridondante la commozione su questi mezzi per essere sempre vera.  Meglio lasciare il ricordo ad altri, nei prossimi giorni sono convinto che nasceranno proposte legate al suo ricordo da chi ci ha lavorato fianco a fianco, di chi deve molto alla sua presenza. Intanto la sua scomparsa guadagna le pagine della cultura del quotidiano on line più visto in Italia,  merito anche suo nell’aver sdoganato la cucina facendola assurgere ad argomento “alto”. Il pensiero va a chi gli è stato amico ed ha condiviso pezzi di vita con lui

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. Il miglior articolo inerente che abbia letto finora, se ne sente la genuinità. E concordo sulla ridondanza e lacrimosità di alcuni autoproclamati critici che si sono autodefiniti nientemeno che suoi successori.

  2. Pingback: La dispensa del critico enogastronomico

Leave A Reply