Filippi

Merluzzo a colazione

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Non era davvero abituato a rimanere a letto anche nei giorni liberi, poteva essere andato a dormire tardi ma preferiva godersi del mattino. Iniziava ad albeggiare sempre prima, e quindi la mattina si preparava il caffè e andava in terrazza, respirava a pieni polmoni guardando la città ancora sonnolenta, per poi iniziare il rito delle bevande alternate: prima caffè, poi acqua limone e zenzero, poi ancora caffè: niente di solido, ma qualche volta il sabato succedeva. Di solito era qualcosa da cottura breve ma saporito al gusto, quella mattina aveva scelto per un trancio di merluzzo, che aveva unto leggermente con olio e posto sulla graticola: Gli spinaci freschi lo avrebbero accompagnato dopo un lieve soggiorno in padella con aglio, sale spezzato e pinoli. Scelse anche un bicchiere di vino per accompagnare il tutto, non di più, una colazione che aveva un senso in questo modo,solida ma non eccessiva. In realtà la cottura non poteva essere così breve, voleva che fosse tutto preparato a puntino; si mise così ad apparecchiare e nel  rovistare nel cassetto trovò l’unica lettera che lei aveva scritto, prima di andarsene. Niente avviene a caso, se era rimasta lì era perché voleva recuperarla. Cominciò a rileggerla, questa volta se ne era davvero scordato, dopo che nei primi mesi dalla uscita di scena di lei ne aveva vivisezionato il testo e quella frase finale non era mai riuscito a capirla “Tu resti il mio amore impossibile e non capisco perché il destino mi abbia fregato”: tradotto, se ne era andata di casa. Prese dal frigorifero il coriandolo fresco, poi anche delle nocciole che iniziò a tritare grossolanamente, cercando di capire una motivazione a quella lettera. Si distrasse e il foglio prese fuoco, lo buttò sotto l’acqua fredda e capì che il destino aveva tolto di mezzo parole che sarebbero tornate a rimbombare inutili. Il merluzzo era pronto, lo cosparse con le nocciole tostate mise il coriandolo, tanto pepe macinato al momento, quando il pesce era già stato messo sugli spinaci. Sentì il campanello alle otto e mezzo di mattina, non aspettava nessuno, si mise una maglia e decise di andare a d aprire senza chiedere chi fosse: poteva affrontare tranquillamente anche un testimone di Geova. Aprì e la vide, sempre bella e sempre tremendamente attraente. Entrambi gli sguardi erano puntati uno addosso all’altro, lei aprì bocca e stava per dire qualcosa quando dalla camera udirono la voce: “Sai vero che la colazione si sta freddando? Ti conviene sbrigarti altrimenti te la rubo io”. Chiuse la porta e si avviò a mangiare.

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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