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Menu per il pranzo di Natale tradizionale: i vol au vent

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E dopo aver affrontato il tema degli stuzzichini da aperitivo freddi, comprese le tartellette, ecco che per la parte calda rispolvero un grande classico che rischia di cadere in disuso: i vol au vent. Tragici quando sono serviti freddi, deliziosi e impagabili da caldi, possono creare un rischio di abbuffamento prima di affrontare la tavola. In questo caso, mi limiterei a tre varietà, soddisfacendo i gusti di tutti

Se li volete preparare in casa, prendete la sfoglia già stesa, altrimenti l’impegno nel prepararla sarà gravoso, più per il tempo impiegato che per l’esecuzione tecnica. Ricordo brevemente che la pasta sfoglia si fa con egual peso di farina e burro, e che bisogna effettuare sei giri per una perfetta esecuzione. Il vol au vent è formato da due dischi sovrapposti di pasta, normalmente seghettati ai bordi, con quello superiore vuoto al centro. Per farli aderire si può impiegare uovo sbattuto. La cottura avviene in forno caldo, oltre i 200°, per farli gonfiare rapidamente. Una volta cotti, si vuotano al centro e si farciscono al momento.

Un ripieno può essere la fonduta con funghi: anche gli champignons vanno bene, basta  tagliarli in quattro pezzi, saltarli in padella con olio EVO aglio e prezzemolo, senza salarli per lasciarli croccanti. Si uniscono ad una besciamella addizionata di fontina.

Altro ripieno quello di gamberetti, dove si cuociono con scalogno tritato brasato, olio, peperoncino, cognac, poi pomodoro. Quando i gamberetti sono messi nel vol au vent, un po’ di maggiorana tritata.

Infine, al tartufo: una crema di patate addizionata di tartufo tritato e poi due o tre scaglie in superifcie

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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