Mela godo? Sapendola usare sì!

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Scorrendo le pagine dei libri di mitologia , di narrativa o di fiabe troviamo conferma all’idea che la mela, oltre ad essere simbolo del peccato, della lussuria, della seduzione, ha nel corso del tempo solleticato la fantasia popolare e alimentato la verve creativa di scrittori e poeti. A partire da Adamo ed Eva, con la mela come frutto proibito, simbolo della tentazione a cui non cedere, passando alla mitologia greca, dove è sempre una mela la causa scatenante della guerra di Troia, arriviamo con un salto di secoli all’eroe nazionale svizzero Guglielmo Tell è diventato famoso proprio per la sua abilità nel riuscire a colpire con una freccia, la mela posta sulla testa dell’incolpevole figlio. E che dire della strega cattiva che porge proprio una mela avvelenata a Biancaneve? Impossibile non ricordare poi Isaac Newton che, secondo la leggenda, avrebbe capito il concetto di gravità grazie ad una mela cadutagli in testa. Insomma il frutto per antonomasia, tanto da prestare il suo nome al soprannome di New York, “The big apple”,o alla marca di computer che sto utlizzando per scrivere questo articolo, Di certo c’è che la mela rappresenta uno dei frutti più diffusi al mondo. Ma perché?
Innanzitutto per l’eccezionale capacità di conservazione, che permette di averla fresca anche nei mesi invernali e rende facile, grazie anche alla forma, il trasporto in mercati lontani. Poi per l’estrema versatilità, che consente il suo utilizzo al naturale, cruda, cotta, oppure impiegata nella preparazione di dolci. Negli ultimi anni è aumentata la sua presenza anche in ricette salate e in abbinamento a carni e verdure. Non bisogna poi dimenticare che le mele entrano nella composizione di bevande quali il nettare, adatto per i bambini, il sidro, moderatamente alcolico,e il calvados, distillato morbido ed elegante, di gusto pieno e suadente. In cucina, sono molteplici le ricette che la vedono protagonista. Negli antipasti, le varietà che risultano croccanti e particolarmente acidule, sono impiegate in abbinamento ad alimenti grassi o dolciastri, come maiale e crostacei. Altrimenti, nei primi, dove il piatto forse più conosciuto è il risotto, preparato con mele golden o renette; e gli gnocchi, dove la mela frullata viene aggiunta alle patate e alla farina, a formare un composto omogeneo. La cottura tende a sbriciolarla ed addolcirla e la rende quindi adatta ad essere servita in abbinamento a carni saporite e succulente come quelle del maiale o di cacciagione.
Le torte infine: da quelle classiche, dove viene disposta in superficie, tagliata fette sottili, su di un impasto di farina, uova, zucchero e burro simile a quello del Pan di Spagna, alla “Tarte Tatin”, detta anche “torta rovesciata” dove gli spicchi di mele sono fatti insaporire dentro del caramello profumato con cannella e chiodi di garofano. Un classico sono le mele al forno; e sempre più successo ha il sorbetto, adatto per terminare pranzi a base di pesce, magari bagnato da qualche goccia di Calvados; buona la composta di mele, una sorta di marmellata densa, servita per accompagnare formaggi saporiti, in special modo stagionati o erborinati.Credits ukizero.com

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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