Massimo Bottura, il tormento e l’estasi

0

In un film su Van Gogh, sarebbe il protagonista perfetto: incarna meglio di chiunque altro il tormento della creazione e l’estasi del risultato.  Ogni piatto nasce da sofferenza e riflessione, osservazione e deduzione, parole, espressioni, oltre a vita vissuta. Un cuoco che diventa regista, non della cucina, ma dei sentimenti, una sorta di Federico Fellini, che si muove dietro le quinte ma che risulta il vero protagonista del film, essendo gli attori utili alla causa della comunicazione ultima. Le mani si muovono con tratti nervosi, carezzano e recidono, si stendono ma possono ritrarsi all’improvviso. Le parole incidono anche sulla papilla, il civet di lepre è sangue prima di tutto, polpa, potenza e riposo. Arrivare a far pensare che la terra e la buccia della patata possono essere i mezzi per arrivare ad un gusto OLTRE è quasi impossibile. Ci riesce con naturalezza, lontano dai clamori mediatici del grande pubblico ma con l’entusiasmo di un bambino

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Leave A Reply