Mare e Vitovska 2021 tutti gli assaggi

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Finalmente in Carso!

In questi giorni mi sono chiesta come poter tradurre l’entusiasmo in parole, senza scadere nella sviolinata semplicistica del tutto bello wow. Il Carso non è bello, è duro, difficile, ostile. Qui la natura non scherza nel manifestarsi un tutta la sua forza fatta di roccia e vento e mare. Non essendoci mai stata, mi ero fatta una idea di queste terre “studiando da casa” e bevendo da quaggiù i vini dei produttori più noti, maturando così una sorta di mitizzazione del Carso e dei suoi vini e molto anche dei suoi interpreti. Poter vedere, calpestare questi suoli, farsi cogliere dal vento che in un  istante copre il sole di nuvole e porta pioggia all’improvviso e sedere a tavola con molti dei produttori mi ha dato anche una visione più morbida del tutto. Meno idealizzata e più concreta. E mi sono resa conto che il Carso non è solo vino: è un territorio di grande ricchezza in cui i vini stanno facendo da traino. E proprio da questo è allo studio un logo del Carso, che potrebbe essere approvato entro la fine dell’anno, che fonde in un simbolo i prodotti di questa terra.

Terra che i viticoltori intendono difendere con convinzione, soprattutto nei confronti delle DOC di cappello imposte negli ultimi anni a partire dalla DOC Prosecco, DOC Pinot Grigio e DOC Friuli Venezia Giulia. Che, a detta del presidente dell’Associazione Viticoltori del Carso Matej Skerlj, e in qualità di loro portavoce, non rappresentano una opportunità in più, bensì la strada più veloce per la perdita di identità.

Ma veniamo alla manifestazione organizzata dai viticoltori del Carso-Kras: Mare e Vitoska, giunta alla sua quindicesima edizione. Protagonista è appunto la Vitovska, vitigno autoctono, coltivato praticamente solo in questa striscia di terra a cavallo tra Italia e Slovenia. Sede dell’evento il Castello di Duino, residenza privata tuttora abitata dai Principi Von Thurn und Taxis; abbarbicato a picco sul mare offre un panorama bellissimo sul Golfo di Trieste. I produttori erano dislocati sulle terrazze esterne, nel parco e all’interno della corte del Castello, permettendo di godere di questa splendida struttura in ogni sua parte.

Una quarantina di assaggi di vitovska mi hanno permesso di farmi una idea più chiara. Ecco alcuni spunti di riflessione.

-qualità trasversale della vitovska a prescindere dallo stile di vinificazione. Che sia macerata per pochi giorni o a lungo, che sia affinata in acciaio o in legno lei riesce ad essere se stessa e a raccontare col sorso, la roccia e il mare, che sembrano quasi appartenere al varietale al pari dell’ammandorlato o del floreale.

-qualche anno in più sulle spalle non guasta affatto. Nella maggioranza degli assaggi questo ulteriore tempo di affinamento spesso condotto in bottiglia ne arricchisce l’olfatto e il retrogusto di sentori idrocarburici netti e di rotondità al sorso.

-non solo i produttori iconici, ma davvero tante realtà interessanti. Qui l’asticella della qualità è posizionata molto in alto

Ed ecco tutti gli assaggi in ordine alfabetico. I nomi sottolineati sono stati per me gli assaggi migliori di questi due giorni.

Bajta Salež,  Vitovska Mainik 2019: Bajta è una fattoria carsica che coniuga varie attività agricole e l’allevamento brado di suini, da cui si ottengono dei salumi da brivido affinati nella cantina scavata nella roccia proprio sotto lo spaccio a Sales, dove prosciutti, salsicce e pancetta stagionano all’aria carsica che entra nella cantina grazie a fessure scavate nella roccia. La vitovska è affinata solo in acciaio, ha un naso molto ricco tra frutta tropicale, erba cedrina e quasi spezia. Chiedo qualche dettaglio: circa il 50% delle uve fa un parziale appassimento su pianta in seguito al taglio del tralcio, e questo spiega in parte una tale ricchezza aromatica che si osserva anche al sorso, che non incide sulla freschezza e non si traduce in un innalzamento del grado alcolico. L’ho trovata dinamica e complessa nonostante la giovane età. La Vitovska Mainik 2015 si arricchisce di idrocarburo piuttosto evidente, il frutto è agrume e buccia di pera. Sorso di grande spessore che mantiene levità e beva, con un finale lungo di agrumato. Tra gli assaggi migliori della giornata

Bole, Vitovska 2019: l’azienda si trova a pochi km da Trieste in località Piščanci, pochi gli ettari vitati tutti a terrazze, che sono anche raffigurate stilizzate nelle etichette. Questa vitovska fa un anno di affinamento in legno, profuma di agrumi e cenni di mandorla. Sorso rotondo, consistente con freschezze vegetali vivaci, Ha un finale piuttosto caldo con ricordi di senape.

Budin Vitovska 2019: tra i giovani vignaioli del Carso, con sede a Sales. Fermenta in acciaio e affina in legno usato. Mi piace molto la freschezza olfattiva di mentuccia e santoreggia, poi la polpa di pera tipica e ancora note mentolate. E’ un naso quasi montano! Sorso è morbido a dispetto delle attese, ha bello sviluppo in larghezza con burrosità che arricchisce la beva. Finale con ricordi di menta, non immenso, ma goloso. Una giovane realtà da tenere d’occhio.

Cacovich, Vitovska 2020: appena due ettari parcellizzati, in gran parte nelle vicinanze del borgo di Longera. Fa una brevissima macerazione sulle bucce e poi prosegue l’affinamento in acciaio. Ha colore scarico, profuma di fiori, margherite e ginestra e a lievi cenni fumé. Il sorso è snello, teso, quasi affilato, è sottile nello sviluppo ed ha una piacevole chiusura di frutta secca accennata e ancora sentori affumicati. Interpretazione molto contemporanea della vitovska che si esprime in tutto il suo varietale sincero.

Côtar, Vitovska 2019: siamo nel paesino di Gorjansko, sul Carso Sloveno, a pochi km dal confine. Produttore conosciuto e apprezzato per il suo stile macerativo così ben fatto che proprio non puoi dire altro che bravo. Fa macerazione di una settimana in tini aperti e poi matura in botti di legno per 3 anni. Al naso ha legno di sandalo, frutta tropicale accennata, pesca e cenni marini. Bocca succosa, con acidità da vendere, è grintosa e letteralmente salata. Chiude con un respiro mentolato che quasi commuove. Tra i migliori assaggi di oggi.

Čotova Klet: a Vrhovjle sul Carso Sloveno. Mi colpisce il suo aplomb nel parlare e l’ordine che trasmette la bella camicia sartoriale che veste. Ha in degustazione tre annate di vitovska: 2018-2017-2016, vinificate in acciaio. La 2018 è incredibilmente giovane, forse un po’ scontrosa nella parte aromatica che fatica a uscire, ha acidità importante e sapidità in evidenza. Meglio attendere qualche anno. La 2017 è una sorpresa, col pregiudizio di una annata di calura terribile, questa vitovska ha aspetti freschi, di sottobosco, felce che mi suscitano immediata simpatia. Mi spiega che qui sul Carso ci sono state delle piogge che hanno allentato la morsa di calore che attanagliava il resto della penisola. La 2016 è la più buona in questo momento, acquista in profondità di sorso, si arricchisce di note marine, ostrica e cenni affumicati. Sorso carsico inteso come deciso nelle “asprezze” tipiche di questa terra.

Fabjan: siamo a Sales. In degustazione due annate. Vitovska Pulje 2019: giocata sugli aspetti agrumati, timo limonato, zenzero. Sorso pimpante, sapido già di beva pronta e godibile. La Vitovoska Pulje 2017 è fresca e montana. Ancora una conferma per questa annata torrida, che sembra invece essere stata più clemente da queste parti. Ha note verdi, quasi di eucalipto e la freschezza di acidità arricchita da aspetti balsamici tiene a lungo anche in bocca. Finale che ricorda la mela e il té alla menta.

Grgič Vitovska 2019. In assoluto il nome più difficile da pronunciare. Me lo sono fatto ripetere più volte sia da Igor che dalla moglie Tanja, persona squisita e loquace, ma invano. Comunque voi tenetelo a mente. L’azienda che è anche fattoria didattica con allevamento di cavalli, si trova a Padriciano, ma i vigneti sono dislocati lungo il costone nella zona di San Dorligo della Valle. Questa vitovska mi è parsa all’assaggio una sorta di outsider: cruda, verace, poco incline alle morbidezze fruttate che conquistano facilmente. E’ molto giocata sulle durezze, rocciosa più che sapida, tagliente al gusto, con un naso sussurrato tra rosmarino e fiori bianchi e tanto sasso. Sorso profondo, non “facile”, ma che scuote. Del resto il Carso è questo no?

Kocjančič a San Dorligo della Valle. Ho avuto l’opportunità di conoscere la realtà di Rado, vedere le sue vigne, gli olivi e sorseggiare un calice tra i filari con quel venticello carsico che per noi toscani dell’entroterra è letteralmente bufera e per loro del luogo giusto una brezza! Rado produce anche due extravergini da varietà autoctone bianchera e buga di cui parlerò altrove perché ne vale la pena. Tornando alle vitovska ho assaggiato la 2019 che è un tripudio di erbe aromatiche, salvia e acetosella, lime e acqua di Colonia. Un naso bellissimo cui corrisponde un sorso già adesso super godibile, che si sviluppa su una maglia agrumata raffinata e finisce solido e lungo e quasi salato. Da berne a litri. La Vitovska 2016 odora di genepy ed elicriso e ancora lime, ovvero l’agrume dolce raffinato. E’ un sorso che sorride per gioia e freschezza, porta con se cenni ammandorlati, ricordi di ghiaia e un finale quasi piccante di zenzero. Credo che sia il sorso che mi è rimasto più nel cuore in questi giorni.

Lupinc. Siamo a Prepotto e la famiglia Lupinc è tra i pionieri della viticoltura in questa zona. Alla vitovska 2019 va il premio freschezza balsamica. Odora di lime, pepe bianco e macchia mediterranea. Ha il dono della beva per freschezza e per questo finale mentolato che rinvigorisce gola e narici.

Merlak Vitovska 2019: siamo a San Dorligo della Valle e Merlak è stata la mia prima esperienza in osmiza. Cosa mi sono persa finora! Le uve macerano in tini aperti quindi seguono 6 mesi di affinamento per metà in legno e per metà in acciaio. Sa di kumquat, arancia tarocco, té e erba secca. Sorso crudo, vivissimo nelle sue imperfezioni acide; è scalpitante di gioventù, quasi salato. Assolutamente da tenere d’occhio questo giovane produttore.

Milič Andrej Vitovska Lune 2018. Sagrado è una piccola frazione di Sgonico, abitato soltanto da due famiglie, di cui una sono i Milič. Il signor Andrej mi colpisce subito, i suoi capelli biondi lisci mi ricordano Tom Petty e questo me lo rende subito simpatico. La vitovska fa 28 giorni di macerazione, cui segue un anno di botte piccole e poi un anno di botte grande. E’ dorata intensa, ci mette un poco a rivelarsi, ma nel mentre chiacchieriamo. Odora di mela essiccata, albicocca secca, sandalo, qualcosa che mi ricorda il profumo dell’aria in pineta. Però! Sorso quasi tannico, polposo e un finale ferroso quasi sanguigno. E per me è un complimento. Bravo  signor Milič!!

Milič Damjan Vitovska 2018: Monrupino. Questa vitovska proviene da vigne di 60 anni e affina in parte in acciaio e in parte in legno. Speziatura in attacco che poi fa spazio a santoreggia, erba affienata e mandorla cruda. Sorso di bello spessore in cui il legno dona grazie burrosa e speziata. Chiude salina. Bel sorso gastronomico.

Ostrouska: a Sagrado producono vini e gestiscono un agriturismo delizioso dove ho soggiornato in questi giorni. In degustazione 3 vitovska: una giovanissima 2019 vinificata solo in acciaio, tipicissima nel floreale tra ginestra e lavanda, pera e mandorla. Decisamente interessante la 2016, che con qualche anno sulle spalle svela un idrocarburo ben evidente che gli imprime fascino teutonico, poi una dolce buccia di pisello e un bellissimo finale mentolato. Nella Vitovska 2015 l’idrocarburo cede il passo a note affumicate, la sensazione ammandorlata si fa più decisa e il sorso si arricchisce di spessore e densità quasi oleosa. Una vitovska che rieslingheggia..

Skerlj Vitovska 2018: siamo nei pressi di Sales e Matej oltre a fare una vitovska da capriole è anche il Presidente dell’Associazione Viticoltori del Carso. La vitovska è un concentrato di bontà a soli 11° gradi alcolici: un sogno. Elegante al naso e complessa tra acacia, miele millefiori e ostrica. E’ polposa, soda, con una graziosa rotondità conferitagli anche dalla maturazione lenta in legno. Un finale bello di pera e sasso che ti sembra di mordere queste rocce. Sorso strepitoso, tra i migliori di questi giorni.

Skerk  Vitovska 2018: che dire di Sandi Skerk? E’ bravo, è bello ed è pure simpatico ed ha una cantina con  terrazza mozzafiato sul Golfo di Trieste. Mi devo contenere o rischio di sbracarmi in lodi e brodi. Fatto sta che manco a dirlo sorseggiare la sua vitovska è una esperienza gustativa incredibile. tra acqua di rose, miele di eucalipto e pepe garofanato. E’ la bocca come si suol dire a parlare: parla di una grande sensibilità umana che si traduce in un sorso potente per energia pulsante, materia viva che scivola nella gola con una tale leggiadria che disarma. E’ un vino tattile, materico e infinito il ricordo roccioso che si porta dietro. Tra gli assaggi che mi hanno sciolto il cuore.

Štemberger Wines Vitovska 2018: siamo a Šepulje nel Carso Sloveno. Le uve provengono dal vigneto Hrib a circa 300m slm; le uve macerano per 6 giorni in vasca aperta poi maturano per 2 anni in tonneaux. Una piacevolissima sorpresa questa vitovska molto odorosa  tra acacia, mandarino, chiodi di garofano. Si sviluppa bella in larghezza, compatta e dinamica, la tipicità del vitigno viene fuori decisa e arricchita dal passaggio in legno che si rivela in note gentili speziate e frutta secca golosa.

Tavčar Emil: a Kreplje appena passato il confine sloveno, poco oltre Monrupino. Da vigneti di oltre 50 anni la vitovska matura per un paio di anni, metà in acciaio e metà in legno usato. Due annate in degustazione: 2016 e 2015, entrambe austere, molto carsiche ovvero senza orpelli, essenziali al gusto ma di grande impatto. In special modo la 2015 che sa di mandorla cruda, ha freschezza e struttura con note di sandalo e cocco accennato sul finale che la ingentiliscono. Sorso essenziale e molto buono.

Vinakras Sežana Vitovska 2019: è l’esempio di cantina sociale nel Carso, e rappresenta una delle più grandi realtà vinicole slovene, ed un punto di riferimento per i piccoli viticoltori del Kras del comprensorio della Primorska. La vitovska è fresca e piuttosto piaciona, con questi profumi di melone e sanguinella che si fanno largo tra freschezze di erbe aromatiche e cenni di nocciola. Il sorso a dispetto del naso è teso e lineare, con finale burroso.

Vinarstvo Gec: siamo nel comune di Sežana, in Slovenia, a ridosso del confine. Due Vitovska in degustazione: 2020 e 2019. Entrambe molto giovani, si somigliano per i sentori marini al naso e un sapore che ricorda molto l’ostrica. Faticano un poco a sciogliersi e l’aspetto aromatico legato al legno ha bisogno di allentarsi un po’. C’è tanta polpa sotto, c’è solo bisogno di attendere un pochino.

Vina Vrabec: a Pliskovica, Slovenia. Vitovska che affinano solo in acciaio, La 2020 vince per “semplicità” di sorso, giocato sulla frutta a polpa bianca, un bel floreale fresco ed un finale per niente caldo, che ne fa un vino assolutamente glouglou. La 2018 acquista in persistenza legata alla frutta secca, ha note di crosta di formaggio e una leggera speziatura naturale. Sorso solido e denso.

Zidarich Vitovska 2018: chiudiamo la panoramica col botto. Qui a Prepotto sembra proprio che la Vitovska trovi un il suo luogo d’elezione e/o forse i suoi interpreti più grandi. Affina o meglio cresce per due anni in botti grandi di rovere ed è un concentrato di forza e vigore che poggia su acidità, tannino ed estratto e ovviamente la parte minerale, quasi polvere di roccia che ti si attacca al palato. E’ un vino che sembra sgorgare dalla roccia e in questo suo cammino si è come spogliato di ogni eccesso, rivelando solo la materia di cui è fatto. Vibra e commuove. La Vitovska Kamen 2018 vinificata in tini di pietra, è già un cult. A buon diritto.

 

Ringrazio l’Associazione Viticoltori del Carso per questa opportunità di approfondimento sul territorio e i suoi prodotti, non solo vino.

 

 

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Circa l'autore

Riguardo a Sabrina.Somigli Microbiologa poi sommelier, ristoratrice e food blogger. Cercatrice di erbe spontanee e appassionata di somme matematiche: quelle tra farina più acqua uguale mille pani diversi. Chiantigiana della Rufina, concentrata nelle dimensioni, in pratica un caratello di vin santo; dolce o secco a seconda dell' annata, dell'oroscopo e dell'umore.

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