Mangiari di strada a Milano

0

Non sono mai stato nel deserto ma immagino la sensazione di chi, dopo aver percorso chilometri nella sabbia e sotto il sole, si trovi il fresco e l’acqua a disposizione: benessere, senso di piacevolezza, tranquillità se non anche la felicità e può capitare anche in una città. Milano via Lorenteggio 269, sembra un indirizzo come tanti, io e il mio amico ‘Ino decidiamo di arrivarci a piedi, Google Maps dà 40 minuti di camminata: ideale per sgranchirsi le gambe e farsi venire appetito. Quello che non dice l‘APP è che sono 40 minuti nella “Nowhere’s land” dove viene costruita la nuova linea della metropolitana, e dove si avverte aria di cambiamento, da una periferia degradata ad una modernissima ma che manca ancora di vita. “Cammina, cammina..” come si leggeva nelle novelle, i due prodi arrivano al ristorante: visto da fuori è lineare ed ordinato, in mezzo ai grattacieli è un parallelepipedo dotato di giardino ed appare quasi un miracolo nel “non luogo ” per eccellenza, la creatura di Giuseppe Zen, ovvero “Mangiari di strada” . Aperto solo a pranzo, anche perché i milanesi DOC ci raccontano di come sia ben difficile che la sera ci sia qualcuno disposto ad avventurarsi in questa zona, non per problemi di ordine pubblico quanto di isolamento. Una volta entrati il bancone ci accoglie con una serie di specialità così variegate che sembra di essere capitati in un festival dello street food: panino con il lampredotto (ebbene sì, qui scatta l’orgoglio fiorentino!) ma anche la coratella d’agnello cacio e ova,  le sarde in saor , o piacevoli stuzzichini  il pane e panelle. Non tutto sempre ma spesso, come la libidine che può avere chi IMG_9062possiede un colesterolo ben oltre la media nel gustare il midollo col cucchiaio, direttamente dall’osso spezzato e messo in forno o il cervello fritto . I vegetariani hanno ottimi piatti, come la minestra di IMG_9057piselli, la pizza a lievitazione naturale, la piadina..il vero problema è che uno vorrebbe assaggiare tutto, molto è lì in bella mostra, altro viene fatto al momento, si ordina poi ci si siede e si è chiamati quando il piatto è pronto. In estate, all’aperto, anche il barbecue, modello italiano, con il titolare direttamente ad occuparsi della brace. SI beve in una scelta intelligente, non vastissima, ma adatta a soddisfare le esigenze di un pranzo fuori dal comune..no, anzi, siamo ancora a Milano!

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Leave A Reply