Mangiar bene, bere meglio

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Sette tappe in alcuni tra i più apprezzati ristoranti del Bel Paese in compagnia dei vini di Villa Saletta

Quando la famiglia inglese Hands divenne proprietaria una ventina di anni fa di Villa Saletta, la tenuta era quasi del tutto caduta in rovina. Siamo nella incontaminata campagna collinare di Palaia, in provincia di Pisa e dopo tanto lavoro ora molto è cambiato: gran parte della fattoria, che si estende per oltre 720 ettari, è destinata a produzioni agricole di diverso tipo grazie all’uso di tecniche tradizionali combinate a criteri di organizzazione e di coltivazione più efficienti. La tenuta è amministrata dal 2015 dall’agronomo ed enologo David Landini, toscano di origini, che si occupa anche della direzione tecnica delle varie produzioni, tra cui in primis il vino, poi olio, grani, erbe, frutta e ortaggi. Alcuni degli interventi e degli investimenti sono stati concentrati appunto nel recupero degli antichi vigneti e nell’impianto di nuovi grazie all’uso congiunto di approcci tradizionali e degli strumenti dell’agronomia moderna. Gli ettari totali di vigneti sono attualmente 32 , di cui 17 in produzione. I vini nascono da uve di cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot, sangiovese.

In questi giorni è ripartito il Villa Saletta Tour, un viaggio con i vini della fattoria in alcuni tra i più apprezzati ristoranti del Bel Paese. Sette le tappe da ora a fine anno: partecipando alle cene proposte dagli chef che prepareranno piatti abbinati alle etichette di Villa Saletta, si potrà conoscere la produzione vitivinicola dell’azienda. La prima tappa di questo giro d’Italia attraverso i piatti delle varie tradizioni regionali e i vini di Villa Saletta è stata celebrata in allegria Da Burde, famosa osteria fiorentina con una cantina tra le migliori della città e non solo, curata da Andrea Gori, ed una cucina firmata da Paolo Gori. L’apertura è toccata alle polpette di pane e mortadella di Prato, accompagnate dal Rosato 2020, un vino che potrebbe essere definito di stile provenzale, con parti uguali di sangiovese, cabernet franc, cabernet sauvignon e merlot; mentre gli gnudi di ricotta e zafferano sono stati abbinati allo Spumante Rosè Brut da sangiovese del 2014; il Chianti Superiore del 2016 ha fatto apprezzare al meglio i commoventi stracci del pastificio Fabbri con ragù di caccia, infine la Chiave di Saletta 2016, con prevalenza di sangiovese e aggiunte di cabernet franc, cabernet sauvignon e merlot, ha fatto risaltare il sapore della cinta senese con asparagi al caprino.

Saletta Giulia con cabernet franc e cabernet sauvignon e Saletta Riccardi (sangiovese in purezza) sono stati i fuori programma che hanno preceduto la golosa torta di riso.

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