L’intrigante mistero fiorentino del ristorante che copia i piatti

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La domanda sorge spontanea ovvero: i piatti si copiano? Esiste un copyright sugli stessi? In generale la risposta è no, chiunque prepara un piatto di carbonara e nessuno si sente in dovere di dire che è un piatto “copiato” essendo patrimonio culturale di una città prima e di una nazione poi. Però oggi siamo in un’epoca diversa, difficile trovare un posto che faccia cucina classica con i piatti solo della tradizione, in molti tendono a creare piatti che abbiano una sorta di firma e di riconoscibilità. Pensare al risotto con la foglia d’oro e non parlare di Gualtiero Marchesi è scorretto, così come preparare una passatina di ceci e gamberi e non citare Fulvio Pierangelini. Potrei proseguire con il cyber egg di Davide Scabin o il risotto allo zafferano di Davide Oldani, i ravioli di burrata e faraona di Riccardo Monco ma fermiamoci qui visto che il tutto si svolge proprio a Firenze. Lo fa notare il giornalista Marco Gemelli qualche giorno fa, nel suo blog Il Forchettiere, mettendo a confronto i piatti di un ristorante fiorentino già affermato e di un locale aperto da poco più di un mese, da giovani, magari vogliosi di affermarsi, magari in crisi di creatività. Si perché leggendo gli ingredienti e la forma dei piatti, viene subito da pensare che ci possono essere ispirazioni congiunte e isolate che generano preparazioni simili. Tempo due giorni e mi arriva la segnalazione di un altro ristorante, che mi fa vedere come lo stesso locale abbia preso ispirazione da loro per la proposta di altri due piatti. E’ vero che non esiste la SIAE a proteggere l’autore di un piatto, ma sarebbe gentile ricordare e citare da chi si è preso ispirazione. O forse no? Ovvero, si può continuare così? D’altronde il primo che ha messo prosciutto e funghi sulla pizza sappiamo chi è stato? Ed ha mai rivendicato la sua creazione? Rimane il fatto che il mistero si infittisce ed è intrigante scoprire quale sarà il nuovo ristorante da cui sarà tratta ispirazione

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. Poiché sono diversi i cuochi e magari anche gli approvvigionamenti, i piatti non avranno gli stessi sapori. Ricordiamoci poi che un Locale non si esaurisce nella cucina e quindi nel menù proposto, ma se il servizio non è all’altezza dei piatti, questi già saranno percepiti meno gustosi.

  2. Una sera di anni fa nella compianta libreria Seeber di via Tornabuoni a Firenze mi sono trovato per caso seduto a fianco di Gualtiero Marchesi, che è sempre stato un mio idolo. Facendomi coraggio mi sono presentato e gli ho detto: “Maestro, ho copiato due dei suoi piatti nel mio ristorante e sono quelli che vanno più forte degli altri.” Mi ha risposto: “li hai copiati o li hai presi nei miei libri?”. Io: “presi nei suoi libri, naturalmente…”. Lui: “Beh, allora, perché credi che pubblico le mie ricette nei libri? Per sport?”. Io, però, lo dicevo alto e forte che erano ricette di Marchesi…

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