L’INTERVISTA GAIA: A TU PER TU CON LO CHEF. ANTONELLO SARDI

0

di Sabrina Somigli

Foto: Gilberto Bertini

10

ANTONELLO SARDI, LA BOTTEGA DEL BUON CAFFE’

Buongiorno Chef!

Buongiorno a te, scusa il ritardo, ho un motivo valido!

Qualche minuto di ritardo, si scusa, il pargolo gli ha piantato una bizza da manuale che lasciarlo al suo destino di singhiozzi era roba da far arrivare l’assistente sociale ancor prima di aver sceso le scale.

Giovane chef già due figli all’attivo e 1 stella Michelin.  Neo babbo per la seconda volta, cosa vorresti far assaggiare come prima cosa a Manfredi?

Di sicuro i’ lampredotto. Io sono fedele alla tradizione. I bambini devono crescere fiorentini. Voglio che assaggino il gourmet il più tardi possibile.

No ma ti rendi conto lo sculo di essere figlio di Antonello Sardi e non poter assaggiare i tuoi cappelleti di piccione al burro, salvia e timo.

Fidati, prima la tradizione poi il resto.

Ma è la frattaglia l’ingrediente principale toscano?

No è l’olio..

Hai svelato la tua passione per la pasta fatta a mano, ti piace giocare con farine, uova, acqua, ma sei più per il tagliolino, piccolo e fine o per la pappardella toscana?

Ti confesso che non sono un grande amante della pappardella. Preferisco di gran lunga i tagliolini.

Insomma, le dimensioni sembrano non essere importanti. Riprovo con la pasta ripiena: e tra il tortellino e il tortello mugellano?

Mugellano tutta la vita

Dolce-amaro-salato-acido: quale ti sta più simpatico?

Salato-acido. Istintivamente penso salato, poi mi piace mescolare i sapori anche dolce-salato. Con la pasticceria non ho gran feeling nel senso che non ho avuto la costanza di seguirla e approfondirla. Giovanni, il pasticcere “bestemmia” , nel senso che sbotta con me quando gli chiedo di fare delle cose che secondo le regole strette della pasticceria non si possono fare, ma poi lui puntualmente ci riesce. Quindi insomma vengono fuori cose a tratti alternative diciamo..

Chef Sardi ha intrapreso la strada della ristorazione a 26 anni, lasciando un lavoro sicuro per andare a fare il lavapiatti. No no, non è matto, manco per niente. Dopo meno di 10 anni gli viene riconosciuta la prima stella Michelin, mica scherzi o colpi di testa. Sacrificio e determinazione e una discreta dose di modestia descrivono perfettamente Antonello Sardi.

Chef ma la stella Michelin è una croce o una delizia?

Delizia sicuramente, professionalmente parlando è un sogno che diventa realtà, una delle cose più belle che mi potesse accadere, perché adesso lavoro in un ristorante che adoro, con una proprietà che mi dà praticamente tutto quello che voglio, è entusiasmante, faccio ricerca, posso sperimentare. Ovvio che lavoro 14-15 ore al giorno, ma alla fine è il lavoro del cuoco questo, sia che lo faccia in una trattoria che in un ristorante stellato.

Praticamente corrisponde al numero di ore settimanali di un part time..

Si puoi scendere a 12 se lavori poco, ma è più facile salire a 16 che scendere!

Per capire quanto sei chef dentro, è meglio una bruna o una brunoise?

Ahaha! Meglio una bruna o che domande fai?

L’avevo avvertito chef che era una intervista impegnativa.

Chef e sex appeal. Ormai gli chef battono qualunque categoria: attori, calciatori, cantanti.

Ah davvero?? Fa la faccia stupita

Si si chef credimi, o di cosa ti stupisci? Che ancora non abbiano fatto un album con le figurine dei cuochi?..si in effetti stupisce anche me questa cosa, ma insomma la domanda era un’altra.

Sentiamo.

Come ci si sente a essere considerati delle icone sexy?

Ma dai ancora con sta storia? Comunque fai bene a dirmelo, perché ora che lo so, mi sento  un uomo nuovo (ride di gusto). Fa bene alla mia autostima.. Comunque ti assicuro che è tutta una finzione. Non ci sono bigliettini con numeri di telefono lasciati al pass, ne occhiolini, né messaggi o robe da film.

Chef stai distruggendo i sogni di migliaia di ragazzini che vogliono intraprendere la carriera, per lavorare poco e andare tanto in TV.

Ecco appunto

Quanto ci mette uno chef a scegliere una divisa, lo stile in cui farsela cifrare, il colore del grembiule..più, o meno del tempo che impiega una donna a scegliere un paio di scarpe?

Macchè ho scelto una divisa classica 5 anni fa e porto sempre quella.. no  no per carità ci manca solo stare ore a scegliere la giacca!!

E sempre in tema di divise se dovessi scegliere tra toque, cappello, bandana, berretto?

La toque è di sicuro la cosa più affascinante. Ci ho lavorato e credo che sia veramente una grossa violenza per i cuochi ahahah!! È un disastro, batti nella cappa, ti casca, ti scivola mentre sei a impiattare a due centimetri dal piatto di portata. Però è bellissima.

Se a casa cucina la tua compagna come va a finire? Litigate?

No per niente! Io a casa non sono uno chef. Quando mi tolgo la giacca e chiudo l’armadietto smetto di lavorare. A casa tante pizze, soprattutto l’indiano a domicilio che è una grande risorsa. A dire il vero si cucina pochissimo quando siamo insieme..

Ci credo con due bimbi piccoli la faccenda è un tantino più articolata..

Gli amici ti invitano a cena?

Si si! per fortuna gli amici se ne fregano a manetta del lavoro che faccio. In maggioranza sono amici dell’infanzia, quindi al massimo mi prendono in giro o addirittura mi fanno cucinare se mi invitano!

Senti ma ce le hai le sottilette in frigorifero?

Certo che si. La sottiletta non può mancare, ma che scherzi davvero!

Se vuoi questo non lo scrivo..

No no, scrivi pure quello che vuoi, la mia compagna ama l’hamburger e ci vuole la sottiletta sopra, per cui non possono mancare. È per amore.

Allora siete normali!?!

Si si siamo normali per fortuna J

 

Il normale che diventa eccezionale. Fate un po’ voi..

(foto dei piatti gentilmente concesse da La Bottega del Buon Caffè)

  +39 055 553 5677
  Lungarno Benvenuto Cellini, 69/R, 50125 Firenze FI
   https://www.borgointhecity.com/it/la-bottegadel-buon-caffe/
   info@borgointhecity.com
Condividi!

Circa l'autore

Riguardo a Sabrina.Somigli Microbiologa poi sommelier, ristoratrice e food blogger. Cercatrice di erbe spontanee e appassionata di somme matematiche: quelle tra farina più acqua uguale mille pani diversi. Chiantigiana della Rufina, concentrata nelle dimensioni, in pratica un caratello di vin santo; dolce o secco a seconda dell' annata, dell'oroscopo e dell'umore.

Lascia un commento