Le mie penne strascicate

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Sulle penne strascicate ho ricordi di gioventù divertenti , quando a scuola si immaginava con i miei compagni di classe, di strascicarle in tutt’altro modo rispetto a quello canonico. Ma ora mi spiace che siano praticamente scomparse nelle carte dei ristoranti di Firenze, essendo una specialità fiorentina le vorrei ritrovare.penne strascicate

Il motivo è da capire:  forse perché la versione originale, quella che vi racconto qui sotto, è difficile trovarla in un ristorante vista la preparazione, a meno che non sia per una cena programmata, altrimenti  la cottura nel ragù diventa del tutto impossibile. E’ un piatto che potrebbe sfamare da solo una famiglia, poiché l’esecuzione con dose copiosa di ragù ( o detto semplicemente “sugo”), impone l’impiego del pane a supporto, con un totale calorico di grossa rilevanza. Sempre meglio della presenza di panna, ovviamente diffusa negli anni Settanta e Ottanta, un ingrediente che snatura la pietanza stessa. Il finale con pecorino è adatto

Ingredienti per 6 persone: 500 g di penne, 200 g di macinato di manzo, 200 g di macinato di maiale misto a salsiccia, 100 g di cipolle rosse, 50 g di sedano, 50 g di carote, 2 spicchi d’aglio, sale fino, sale grosso, pepe nero, un mazzetto di prezzemolo, 250 g di pomodori pelati, 2 dl di vino rosso, 1 l di brodo, 4 bacche di ginepro, 50 g di pecorino stagionato, 2 dl di olio extravergine di oliva

penne strasciate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tritare finemente la carota, il sedano, la cipolla, l’aglio e il prezzemolo e farli rosolare in una casseruola con l’olio di oliva, salando leggermente. Quando risulteranno ben coloriti, aggiungere la carne tritata e sgrassata in padella e farla insaporire per qualche minuto, quindi bagnare con vino rosso. Appena la parte alcolica sarà evaporata, aggiungere i pomodori pelati passati e far riprendere il bollore. Bagnare con brodo, unire le bacche di ginepro, insaporire con il pepe e proseguire la cottura per circa due ore e mezzo Cuocere le penne in acqua bollente salata, scolarle a un terzo di  cottura, dovranno risultare ancora consistenti,  quindi versarle nel ragù al quale sarà stata aggiunta acqua bollente. Far cuocere fino al completo assorbimento del liquido, quindi servire le penne con il pecorino aggiunto sul finale affinché si fonda.

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. Ciao Leonardo, è la prima volta che commento, e prima di tutto ti faccio i complimenti per il tuo lavoro, ti ho scoperto a Chef per un giorno, e ora ti seguo anche sul web.
    Questa ricetta mi ha incuriosita perchè cuore e polmone a tocchetti in umido, cucinati più o meno allo stesso modo, qui dove vivo io (Lido di Camaiore) si mangiano con la polenta e sono chiamati “Il picchiante”.
    Ora, visto che ne ho una vaschetta pronta nel congelatore, avanzo dell’ultima mega cena di famiglia, mi sa che proverò a condirci la pasta!

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