Le mie penne al salmone

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Il ragionamento è semplice: se hanno successo un motivo ci sarà, soprattutto se hanno resistito negli anni, malgrado siano state ridicolizzate dai bons vivants, assurte ad esempio di cibo trash, banalizzate con utilizzo di ingredienti scadenti. Le penne al salmone possono avere un perché e cerco di spiegarlo

yogurt risoPrimo elemento sta nel trovare ingredienti di buona qualità: non scarti di salmone affumicato primo prezzo, da annegare in quintali di panna, ma salmone selvaggio, meglio se aromatizzato con misto di erbe ancora visibili in superficie, tagliato in cubetti medi come grandezza.

salmone affumicatoLa panna non la escludo a priori, la si può impiegare ma mi piace in questo caso andare con lo yogurt greco. Poi erba cipollina tritata ad aromatizzarla, pepe bianco, un niente di noce moscata.Faccio ridurre del whisky, per togliere la parte alcolica, quindi lo unisco a burro montato lasciando il tutto soffice e cremoso.Poi si tratta di fare attenzione ai particolari per far venire bene il tutto e quindi, le penne cotte al dente le salto in padella unendo il burro e saltando togliendo la padella dal fuoco. Poi il salmone lo scaldo appena, se posso al vapore oppure al piatto sulla pentola dove cuocio le penne. Scaldare intendo che non gli faccio nemmeno cambiare colore se possibile. I piatti di servizio li riscaldo, ci metto le penne che sul finale hanno trovato lo yogurt e quindi , in superficie i cubetti di salmone. Eventuale ultima aggiunta, mandorle filettate tostate, ma facoltative.

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. Enrico Taccone -

    Molto interessante l’idea di rivisitare piatti semplici, alzando il livello della qualità degli ingredienti , e sostituendo ciò che può appiattire tutto .Ti seguo sempre con curiosità ed ammirazione . Complimenti

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