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Le cantine perdute

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Credo di essere entrato in casa di molte persone sconosciute, ne’ per parlare, ne’ per mangiare, come ospite ben accolto, ma con un ruolo specifico, avulso da quella che è la normalità dei rapporti : sono chiamato ad osservare. Detta così sembra quasi la professione del medico o dell’artigiano , in questo caso riguarda sempre il mio lavoro: si tratta di cantine di casa. Non sto parlando dell’amatore innamorato del nettare di Bacco, che si è costruito una “cave” stupenda secondo i criteri perfetti di umidità, luce e temperatura, migliore di quella di tanti ristoranti: no, qui si tratta della classica cantinetta di casa, che il nonno o il babbo si erano fatti in casa e che i figli, alla scomparsa del congiunto, si chiedono sempre se quei vini hanno un valore. Ora, in tanti anni, non ho mai trovato una sola bottiglia che potesse avere un valore e mi sono chiesto davvero perché queste bottiglie hanno stazionato a lungo in case dove, probabilmente, il vino non rappresentava un interesse principale. Faccio sempre l’esempio del frigorifero: qualcuno terrebbe un limone ammuffito per anni al suo interno? O una costola di sedano marcita? (So che accade, lo so , ma per una settimana suvvia..): E allora perché si tiene in casa bottiglie polverose, magari con tappi ammuffiti che si sgretolano, facendo morire il contenuto al loro interno? Ignoranza? Tradizione sbagliata? No, spesso è l’affetto, legato ad un viaggio, il ricordo, dedicato alla manifestazione alla quale hanno partecipato, l’importanza di avere una bottiglia dal nome roboante… Ci sono bottiglie comprate da stappare per il matrimonio o la laurea dei figli ma che sono rimaste tappate inutilmente, altre da conservare per la grande occasione mai trovata..Il vino, salvo rari casi, deve essere bevuto in tempi brevi: meglio conservare l’etichetta, in un bel libro da sfogliare..anche la bottiglia vuota stappata fa un po’ tristezza, l’emozione è oramai svanita nel corpo e nell’anima. Quindi, dormite sonni tranquilli: difficile avere il biglietto vincente della lotteria in casa, bevete sempre appena potete!

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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