Le amiche di San Valentino

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Il fatto che Luana compisse gli anni proprio il giorno di San Valentino si era rivelato, negli anni, un evento salvifico per tutte le amiche. Ci stava pensando Yvonne mentre cercava con la sua consueta grazia caprina, le scarpe con i tacchi che avevano deciso di mettersi tutte, quella sera a cena. Anche Magda si chiedeva svogliatamente quale vestito indossare, distesa sul divano a bere il caffè: in realtà avrebbe preferito spogliarsi direttamente davanti ad un bel ragazzo giovane e muscoloso, anche depilato le sarebbe andato bene, poco parlante e molto facente. Genoveffa era intenta a scrivere i segnaposto con la stilografica rimessa in moto per l’occasione e rideva da sola nel rileggere quanto scritto: nemmeno la fantasia fervida di uno scrittore sarebbe riuscita a combinare quattro amiche dai nomi più strani. Luana faceva finta di preoccuparsi della cena, quando in realtà i vini erano già stati assegnati a ciascuna di loro , una bottiglia a testa da portare, per antipasto avrebbe fatto arrivare il sushi, le lasagne gliele aveva già preparate la santa donna di sua madre, mentre il dolce era la torta a forma di cuore regalata dallo spasimante di turno, che il giorno prima si era paventato di fronte a casa sua causa partenza il giorno dopo. Mezz’ora di sesso inutile, eseguito più per accontentarlo e farlo uscire presto di casa che per innamoramento bestiale e il pensiero andava quando lei,  leonessa,  incontrava il leone adatto: uno sguardo nel salotto le ricordava le battaglie entusiasmanti fatte a suo tempo, ma al momento la pace imperava come dopo la battaglia di Waterloo.

AmicheTutte e quattro avevano provato l’esperienza della cena di San Valentino fatta al ristorante, e sarebbero venuti fuori gli aneddoti, grazie al cielo sempre nuovi , visto che tutte loro avevano un palmarès di tutto riguardo rispetto a soggetti conosciuti. L’unica fuori dal coro era Genoveffa che ,malgrado fosse insegnante di tango, era rimasta ai margini di una vita sentimentale, interrotta ogni tanto da  uomini improbabili che davano perlomeno modo di parlare di lei alle amiche. Yvonne si guardava allo specchio mentre il vestito corto le stava aderente, soddisfatta di esserci rientrata dentro dopo la dieta: si era tolta le autoreggenti, chiedendosi il perché della scelta, francamente sprecata per l’occasione ed aveva preferito le gambe nude malgrado il freddo incredibile, ma la preoccupazione per lei era solo il non cadere dai tacchi nel tragitto casa-macchina-casa: indossando tutti i giorni sneakers e tuta, era una prova d’amore per le amiche non indifferente, quella che andava ad affrontare.

AmicheLa tavola era apparecchiata, addirittura le candele accese, tanto per prendersi un po’ in giro per fare le romantiche: la musica era un podcast di musiche selezionate da un deejay conosciuto da Magda in una delle sue notti alcoliche, un regalo lasciato al mattino, anzi era oramai mezzogiorno, quando se ne era andato di casa. Luana non si ricordava più a chi aveva commissionato di portare il secondo, magari sarebbe bastato tutto quello che c’era , poi quando suonò Yvonne si ricordò che era stata lei la prescelta. Suonò il campanello, con il naso, le mani occupate da una pentola portata con gran classe sul vestito cortissimo. Arrivò a tavola, la depositò e aprì il coperchio: trippa e fagioli, regalo di suo padre. Si misero a ridere , pensando a quanti inutili astici, ostriche ed aragoste si erano dovute sorbire nelle altre sere. Non ebbero indugi ad affrontarla, subito, dimenticando il sushi per altre occasioni.

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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