Pasta Artigianale Morelli

L’architettura del cibo a Firenze

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La scelta del luogo dove aprire un ristorante è insolita: un albergo, e va bene, ora ci siamo abituati, ma siamo dalle parti di via Masaccio, zona residenziale e non certo turistica. L’Astro Mediceo è un albergo che potremmo definire di charme, piccolo, con uno spazio esterno invidiabile per queste zone, dove in estate si apparecchia per mangiare all’esterno. Il ristorante si trova all’interno dell’albergo stesso, in una zona che potrebbe essere definita “libreria”, con volumi alle pareti, tavoli apparecchiati senza tovaglia, di design diverso, in un insieme  caldo ed accogliente. Il nome del ristorante, “L’architettura del cibo”, sembra quasi una dichiarazione di intenti da parte dello staff capitanato in cucina dallo chef Giuseppe Papallo: la presentazione  è di quelle che mette curiosità, magari con qualche aspettativa che rimane disattesa. La proposta si articola su di una carta non immensa, fortunatamente, dove tutte le portate hanno la segnalazione del nome del fornitore, e due menu degustazione, uno a base di carne a 40 euro e uno a base di pesce a 45: le portate possono anche essere ordinate singolarmente, il che a prima vista  complica il lavoro in cucina. Ed in effetti l’impressione generale,  dopo uno stuzzichino offerto dimenticabile, è che i piatti nascano tutti con ottime intenzioni ma possano essere perfezionati.  Interessante la vellutata di patate con porro caramellato, cialda ai semi di zucca e cipolla rossa di Certaldo, peccato solo che non regga benissimo il gioco delle consistenze, soprattutto sulla croccantezza. La lingua di manzo con gelatina di ristretto, salsa verde, guancia di maiale grigio e pomodoro è saporita e gradevole, ma sono anche troppi gli ingredienti per ottenere un equilibrio gustativo perfetto. Il cosciotto di agnello 36 ore, castagne, bietola a costa rossa, cavolo cappuccio rosso è corretto ma non entusiasmante, meglio il baccalà in due cotture, con ceci rosa di Pratomagno, carciofi mamme, germoglio di fagiolo. Si termina con una gradevole e perfetta mousse di cachi con crumble al torrone. Carta dei vini migliorabile, cercando di darle maggiore personalità nella scelta delle etichette. Servizio professionale, corretto e cortese.

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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