La sosta all’autogrill

0

Da quello che potrebbe essere considerato “non luogo” a simbolo di salvezza per una convivialità serale scippata dal Covid: evoluzione di un posto di passaggio che potrebbe diventare invece l’ambiente  per confrontarsi tra esseri umani  in orario serale, mentre la vita scorre veloce sotto.

Camogli

 

 

 

 

 

 

 

 

Fin da piccolo la sosta all’autogrill esercitava su di me un certo fascino: sarà che soffrivo il mal d’auto, ma il potersi fermare per fare due salti nella parte verde con i giochi e bere qualcosa al bar mi divertiva alquanto. Anche perché non che ci fermassimo spesso al bar, la sosta era consentita nei viaggi, in città era doveroso evitare..saggezza di famiglia pratica.  Oggi mi diverto, per distorsione professionale ovviamente, ad osservare cosa viene offerto tra la parte ristorazione e supermercato ed è divertente pensare come alcuni prodotti sembrano nati solo per questo tipo di esercizio: sui panini esiste una vera e propria letteratura, dal Camogli, il primo nato nel 1981 che compirà 40 anni nel 2021, alla Rustichella, fino ad arrivare agli ultimi nati. Sembra quasi di osservare il filone della cucina classica e quella innovativa, ci sono gli onnipresenti e quelli che variano a seconda del periodo. Nel reparto  salumi si trovano delle vere e proprie chicche: la nocetta al pepe  è l’esempio perfetto di prodotto da autogrill, si trova in vendita solo qui, magari mescolate a mortadella IGP e prosciutto DOP: Ora si trova anche pasta corretta, ma per anni ha imperversato solo quella colorata, senza voler trattare di oli aromatizzati di tutti i tipi. E poi i  ciucciotti e le monete di cioccolata, liquirizie colorate, popcorn in confezioni maxi, così come la Nutella, liquirizia gommosa di tutti i colori..

nocette al pepe

 

 

 

 

 

 

Chissà se ora con il Covid qualcosa cambierà nell’offerta gastronomica cucinata. Non mi sono fermato mai a mangiare, non mi attraeva l’idea del self service, anche se i primi ad isole sono nati proprio qui. Chissà se non potranno diventare anche ristoranti veri, con saletta riservata a chi vuole mangiare in un ristorante tradizionale. Mi immagino una sosta a luci soffuse, un mondo che scorre lento sotto visto il coprifuoco delle 22, solo in pochi a viaggiare. Mi sembra il luogo perfetto per meditare, recuperare un momento perduto come la cena, che solo occasionalmente sarà possibile fare. E proprio per questo più apprezzata. Chissà che non possano nascere nuovi amori

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento