La riscossa del cocomero nel 2017

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Ferragosto sarà il giorno della cocomerata in spiaggia, alla sera, o dell’anguria consumata durante un pic nic, con la stessa fatta freddare mettendola nel ruscello che scorre placido ( se non è andato in secca!). Dispiace vedere che sono diminuiti i venditori di anguria per strada, complice una legge che vieta l’utilizzo di coltelli per tagliare la fettona, e lo si può capire, ma anche di un modo di stare fuori diverso. Mentre si mangia in piedi un panino, magari osceno, venduto da un attrezzatissimo food truck, per il cocomero c’è bisogno di una sedia, di uno spazio dove appoggiarsi, altrimenti è assicurata la lavata di faccia e quindi, per chi deve uscire la sera non è indubbiamente politically correct. Ecco però che quest’anno il cocomero ha trovato posto anche nella cucina di ristoranti di alto livello. Già qualche anno fa lo trovai grigliato con sopra un filetto ed altri prodotti da Marco Stabile, al ristorante “Ora d’aria” di Firenze, ma quest’anno è stato un tripudio. C’è chi lo ha proposto, sempre grigliato, per accompagnare il sushi di carne(Attilio di Fabrizio a Villa San MIchele a FIesole), chi lo a proposto in essenza ad accompagnare l’ostrica (Giuseppe Mancino al ristorante Il Piccolo Principe di Viareggio), poi altre occasioni nelle quali è stato presente sono state insalate di verdura con appunto lui unico rappresentante di frutta, chi ne ha fatto un sorbetto per accompagnare il maiale. Insomma, il frutto povero per eccellenza, denigrato fin dal prezzo, trova in questa stagione un motivo per la rivalsa, accomodandosi sulle tavole che contano! Ho un desiderio: che uno chef me lo prepari fritto! Sarà mai possibile?

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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