La ricetta del sabato a pranzo estivo: salsicce alla panna

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Non sono improvvisamente impazzito, nemmeno ho deciso di mettere le mie papille al macero, Piuttosto sono provocatore e cerco di riflettere su una ricetta “nonsense”, che non ha ragione di essere e proprio per questo ritengo possa avere un fascino maledetto. Le salsicce alla panna , di fatto, non esistono. NON POSSONO essere una ricetta, due grassi animali che si incontrano, dal sapore dolciastro e disperato. E allora, perché ne parlo? Da un lato, perché l’ho trovate come condimento di pasta e poi perché ho in mente Antonio Tabucchi e il suo Requiem, per il quale cucinai anche una cena a Badia a Coltibuono che mi è rimasta nel cuore. Di quel libro amai l’atmosfera che si creava, dovuta anche a cibi assurdi per un caldo tropicale. E quindi capisco che mangiare in maniera dissociata dalla normalità possa creare visioni lisergiche e futuriste, adatte a momenti estivi davvero trascendentali. Comunque questa è la ricetta

Prendo due salsicce a testa, le buco con cura, con una forchetta, quindi le metto a cuocere in padella con vino bianco. Vino ordinario, mi basta alcol e acidità, non voglio profumi. Faccio cuocere a lungo, il grasso si deve depositare in padella, la salsiccia dapprima suda poi comincia a rosolare sulla parte esterna. Prima metto salvia, poi pepe in grani spezzato, anche due bacche di ginepro, che poi tolgo. SOlo allora aggiungo la panna, la faccio addensare, deve diventare cremosa e avvolgente. Servo le salsicce intere, ogni fettina deve poi essere tuffata nella panna che si è legata al fondo di cottura Sale quasi mai necessita.

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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