La pizza peggiore che abbia mai mangiato

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Oggi si celebra la giornata mondiale della pizza, e in Italia l’evento è reso ancora più importante dal fatto che ormai da 4 anni la specialità napoletana è diventata patrimonio mondiale immateriale dell’UNESCO.

pizza con chili

 

 

 

 

 

 

 

 

Sarà in onore della tradizione partenopea, quella di festeggiare i pizzaioli in occasione di Sant’Antonio abate che si è scelta questa data a livello mondiale: ed essendo il santo patrono anche di pompieri e panettieri, facile arguire come il fuoco abbia la sua importanza nella cottura della pizza. Non voglio qui stare a dibattere sul fatto che oggi esistano pizze di altissima qualità cotte senza bisogno della legna, piuttosto sul fatto che con il nome di pizza si celebrano orrori culinari della peggior specie. Ma d’altronde, se negli USA ancora in molti sono convinti che la pizza sia nata oltreoceano, tanto da considerarla il vero piatto nazionale, c’è poco da sperare. Troppo spesso la pizza diventa uno strato di pasta dove in superficie può essere adagiata la qualunque, con buona pace delle papille gustative, oltre ad essere una vera offesa alla parte visiva.

pizza ai formaggi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mio incubo peggiore riguarda una pizza che aveva in superficie una sorta di miscellanea dove fanno capolino tra i ricordi il salame, il salmone e la lattuga Perché la scelsi? Ero giovane ed ignaro. Ma da allora “il mio nome è mai più!”

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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