Filippi

“La notte degli chef”: la conclusione

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Ok, lo confesso: tra una cena dallo Zazzeri a Marina di Bibbona e la televisione ho scelto la prima opzione. Quindi non posso che affidarmi al mitico “Liveblogging” di Sara Porro su Dissapore, e i vari commenti ovvio, per trarre alcune considerazioni. Primo elemento da considerare:  applicare ad una trasmissione di cucina il racconto come quello che già accade per le grandi manifestazioni(Festival di Sanremo in primis) è stato geniale. Bello vederlo applicato anche per altri programmi. La considerazione finale di Sara non mi trova d’accordo: secondo me la trasmissione troverà posto nel palinsesto autunnale, con qualche accorgimento, tipo la sforbiciata del tempo. Il VIP che cucina potrebbe cambiare ogni volta, visto che ce ne sono molti che amano farlo. Considerazione dei cuochi protagonisti(da fare con la dovuta attenzione, visto che la suscettibilità è alta): la simpatia o l’antipatia dimostrata in tv non è strettamente legata al risultato finale: Davide Oldani, massacrato nei commenti, ha poi vinto, tanto che sembra dare ragione al comportamento che alzare la voce fa alzare anche l’attenzione dei piatti; Gennaro Esposito vince in simpatia, Fulvio Pierangelini ha stupito la maggior parte dei fan antichi per la sua trasformazione, ma è stato scoperto da una larga fetta di pubblico. A mio avviso, “La notte degli chef” può giocare un ruolo in futuro, per avvicinare un pubblico più variegato del solito alla grande cucina: target diverso rispetto a “La prova del cuoco”, piatti più ragionati, più pathos nella competizione: Aspettiamo ottobre e poi vediamo!

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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