La montagna anelata

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L’arrivo della primavere gli aveva rimesso in moto la voglia di muoversi e camminare, solo che la giornata scelta, pur essendo il primo giorno della nuova stagione, corrispondeva pienamente al primo assioma della legge di Murphy ” «Se qualcosa può andare storto, lo farà».

macchina caffèLa sveglia non funzionava e l’ansia lo aveva attanagliato fin dalla sera precedente, con il risultato di farlo dormire poco e male. In altri momenti si sarebbe alzato, messo a fumare una sigaretta, letto un libro, bevuto qualcosa ma sapendo di dover andare a camminare in montagna, non gli pareva proprio la soluzione migliore. Si girava in continuazione alla ricerca di un assopimento che non voleva arrivare e alle 4 decise comunque di alzarsi con quasi due ore di anticipo. La macchinetta del caffè lo aspettava e lui già pregustava il sapore di una bevanda che amava senza limiti: quelli erano arrivati dal dottore, che gli aveva imposto il decaffeinato, per lui una bestemmia che però era costretto a pronunciare più volte al giorno se voleva stare in salute. Ma nemmeno la mattina era partita bene: fece cadere a terra il filtro che si piegò e non ne voleva sapere di rientrare nel suo alloggio abituale. Non volle rinunciare e optò per la soluzione del caffè alla turca. la mancanza di abitudine lo portò a bere un liquido abbastanza osceno, ma non  se la sentiva di bere una camomilla, avendo terminato il tè.  Intanto la doccia  non accennava a far uscire acqua calda: ed in effetti i termosifoni non si accendevano, lui non ci capiva niente temeva ad armeggiare sul termostato e si rassegnò a fare un’esperienza quasi mistica, lavarsi i capelli con acqua gelata. Il risveglio dinamico si era concluso. Anche se la reazione di calore non tardò ad arrivare, si premunì vestendosi subito con i pantaloni alla zuava, i doppi calzini e la camicia a scacchi. passando davanti allo specchio si osservò sconsolato scuotendo la testa e decise che forse era meglio circolare a luci spente, troppo eccessiva la visione ricevuta. Aprì il frigorifero e si rese conto che le cose che doveva comprare per mangiare a sacco erano rimaste nella sua mente e nella penna, quindi per quel giorno era costretto a cibi assolutamente perfetti per lo scopo: frutta secca ed essiccata, frutta fresca e pura acqua fresca. Si rincuorò pensando che forse ad un rifugio sarebbero arrivati e chissà se magari una polenta  sarebbe riuscito a mangiarla. Si affacciò alla finestra e notò come la pioggia era iniziata a cadere in maniera battente, quindi fu costretto a cambiare l’equipaggiamento, prendendo anche un poncho per evitare di infradiciarsi eccessivamente. Le cuffie per la musica erano scariche: se fosse stato in compagnia il problema non si sarebbe nemmeno posto ma dovendo camminare da solo per 8 ore, il problema cominciava a porsi. Si fece coraggio, mise un libro nella tasca della giacca e si decise a scendere . Chiudendo la posta lasciò le chiavi dentro ma era un problema che non aveva voglia di affrontare.

ruota bucata

Ci avrebbe pensato al rientro, era meglio partire. Arrivò alla macchina, si mise alla guida, e alla partenza si rese conto di una  realtà per lui terribile: si era bucata una ruota e lui era del tutto incapace di sostituirla. Forse solo Gatto Silvestro o Paperino potevano collezionare  una  serie di sfighe al suo livello. Parcheggiò di nuovo e alle sei di una domenica mattina di primavere pensò bene di andare a trovarla. Mentre si incamminava cominciò a ridere tra se’: non la vedeva  da sei mesi, si  erano lasciati nemmeno troppo male il massimo che poteva accadere era che fosse con qualcuno. Però magari un caffè vero sarebbe riuscito a berlo. Si fermò in pasticceria per i croissant e ne prese tre: hai visto mai?

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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