La Ménagère Firenze. Il luogo giusto

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Le mode passano, la Ménagère resta.

Dopo questa frase forse qualcuno a La Ménagère si sta mettendo le mani dove non batte sole e fa gli scongiuri contro quella che potrebbe essere la gufata della settimana. Ma a parte gli scherzi e la superstizione, è un locale di moda, inteso come contemporaneo e attuale, ma non madaiolo, lo dimostrano i 4 anni di attività costante e un successo condivisibile di pubblico che non accenna a diminuire.

Ricordo la prima volta che ci sono entrata sono rimasta a bocca aperta, ma la cosa che più mi stupisce è che ancora oggi, tutte le volte che mi ci fermo sono di ancora stupita e rapita dalla piacevolezza di questo ambiente. Anzi se devo dirla tutta, quando sono in giro a Firenze, La Ménagère è in automatico tra le prime scelte sia per  un caffé, che uno spuntino veloce o un aperitivo; anche la cena nei rari casi in cui non lavoro.

Qualche sera fa guarda caso non ero al lavoro e ci sono stata a cena, e ho riprovato quella sensazione di piacevolezza che si prova quando sentiamo di stare nel posto “giusto”. Mi spiego meglio, cosa vuol dire posto giusto? Ad esempio quel posto che, anche se ci vai con una persona sbagliata, in un certo senso ti aiuta a sfangarla e arrivare a fine serata senza intenti suicidi o omicidi.

Battute a parte mi sono chiesta cosa c’è, cosa ha La Ménagère che determina tutto questo?

Ho cercato di capire, non fermandomi all’estetica. Il luogo è molto bello va da sé, architettura industriale di rara eleganza in città, ma la bellezza, che pur aiuta, non esaurisce certo il perché del successo di questo locale.

E’ come se ci fosse una sorta di energia positiva che coinvolge il cliente che entra. Il luogo è affollato e questo fa sempre una ottima impressione, ma essendo grande non si percepisce di stare stretti o non si soffre della folla. E’ un luogo dinamico, ci sono ragazzi che studiano ai tavolini, chi legge il giornale, amiche che prendono il caffè, insomma pubblico variegato e di tutte le età.

La sensazione reale è di poter vivere in modo casual un luogo chic, ma che non se la tira per niente. E, se si pone attenzione su questo aspetto, è un locale molto poco fiorentino.  Al contrario è molto internazionale non solo nella proposta culinaria (o food and beverage?), ma soprattutto nell’atteggiamento. Sarà per questo che mi piace così tanto?

“La Ménagère è un contenitore che raccoglie più anime”, si legge sul sito; andando a scomporre questa sorta di cubo magico nelle sue varie parti, si osserva che ciascuna funziona anche singolarmente, e che dietro ciascuna di queste anime c’è un volto, ci sono le persone. Credo sia importante anche nei locali che macinano grandi numeri poter trovare un volto. Quello che rassicura subito il cliente.

Ecco quindi il volto dello sceriffo Luca Manni, bartender tra i più originali e popolari della città, alla guida del bar.

La zona fiori è a garanzia di Ilaria e delle creazioni dello shop Artemisia.

La sala del ristorante è nelle mani di Fabien, che col suo accento francese e il suo approccio giocoso, in pieno stile casual del locale, scandisce una sosta piacevole e rilassata, che a volte pensi di stare a Parigi o giù di lì. E la sensazione non è per niente male!

La proposta del ristorante, guidato dallo chef Fabio Barbaglini sottolinea quel concetto di internazionale cui avevo accennato. Internazionale inteso come concezione multiculturale e moderna, con porzioni corrette, sapori ben definiti, ma senza l’ossessione di stupire o creare l’esperienza.  Un ristorante chic in cui finalmente si può semplicemente mangiare alto con soddisfazione. Senza entrare nel dettaglio dei singoli piatti, riporto alcune foto che sono in grado di spiegare da sole la proposta de La Ménagère

I crediti per le foto (quelle più belle) sono de La Ménagère; le altre sono fatte col mio paleotelefono.

Ricotta tiepida affumicata, gaspacho di asparagi, fiori di coriandolo e limone

Totanetti farciti con cipollotti, fave fresche, radicchio variegato, salsa di soya e saké

Ravioli con fagianella, puntarelle, tartufo nero e lamponi disidratati

Marmitako di tonno, verdure al wok con salsa orientale

Spezie, sale e cioccolato: moelleux, mamelaka speziata, cioccolato di Modica, gelato al cioccolato e sale Maldon

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Circa l'autore

Riguardo a Sabrina.Somigli Microbiologa poi sommelier, ristoratrice e food blogger. Cercatrice di erbe spontanee e appassionata di somme matematiche: quelle tra farina più acqua uguale mille pani diversi. Chiantigiana della Rufina, concentrata nelle dimensioni, in pratica un caratello di vin santo; dolce o secco a seconda dell' annata, dell'oroscopo e dell'umore.

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