La fatica di essere turista

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Tra le tante illusioni nelle quali avevamo voglia di credere durante il COVID, ovvero che saremmo cambiati in meglio, non mancava la speranza di riprendere a viaggiare in maniera più calma e sostenibile, con maggiore comprensione tra operatori e clienti, insomma in un clima di tranquillità e di pace, rispettando il piacere di tutti.

turismoI fatti hanno velocemente smentito tali aspettative, complici alcuni aspetti contingenti : un clima torrido che, come si sa, tende ad esacerbare gli animi invece di calmarli, la carenza di personale di settore turistico, il che obbliga ad un lavoro superiore chi sul pezzo ci sta ogni giorno, ma che non riesce a sopperire a tutti i bisogni, la mancanza di infrastrutture adeguate, che potevano essere completate durante i mesi di blocco e che invece si è pensato bene, costretti o meno dalle circostanze chissà, a lavorare su di esse nel periodo peggiore. Insomma, fare il turista è sempre più faticoso. Analizziamo solamente le problematiche relative alla parte ristorativa.

trafficoTRAFFICO

Le code in autostrada non possono essere mai impedite,anche all’estero, sono normali nei periodi di maggior afflusso, solo che una  domanda sorge sempre spontanea sui tempi di esecuzione di lavori che impediscono l’utilizzo di tutte le corsie: perché farli in agosto? La risposta dei responsabili può essere presa ad esempio di perfetto burocratese, dimostrando grande capacità nel rimpallarsi le competenze: anni di competenza discussoria riescono nel magico movimento di sfilarsi la responsabilità senza far capire il modo.

Toilet

Wooden direction signage to the toilets

TOILETTE

Sembrava finalmente giunto il momento per trovarle pulite a dovere dopo ogni utilizzo, ma non è mai cambiato il malcostume di chi entra in bagno come se non fosse un bene primario per tutti e l’impossibilità di trovare personale sufficiente alla pulizia e quindi: le condizioni nelle quali si trovano bagni di stazioni di servizio con scarso personale, o in bar e ristoranti con afflusso sovradimensionato ,è oggetto di studio da parte di artisti quale rappresentazione reale dell’orrore solo immaginato.

MANGIFICI

Non parlo di ristoranti ed altri locali adeguati, parlo di quei luoghi dove l’apertura era data solo dalla fortunata circostanza di essere sulla via piena di turisti magari in fila per entrare in qualche museo: la qualità del cibo era relativa, l’importante era avere un frigo dove tenere bibite fresche e cibo inutile. Sembravano scomparsi con il lock down, sono tornati come funghi alle prime avvisaglie di gruppi di viaggiatori in assalto alle città d’arte.

 

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Foto di <a href=”https://pixabay.com/it/users/schwoaze-4023294/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=3392100″>Schwoaze</a> da <a href=”https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=3392100″>Pixabay</a>

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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