La disfida delle Contee

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Cosa è la distanza in questo momento? Cosa vuol dire lontano? E poi: lontano da dove? Dalla vita frenetica e spersonalizzata , dall’assenza di contatti umani, dal mondo reale. ma basta fare pochi chilometri nella stessa regione per avere un modo diverso di rapportarsi con altri.

San Giovanni delle ConteeTommaso Ciuffoletti si è riappropriato del luogo di nascita del padre, in maniera affatto nostalgica ma molto viva ed attuale. La storia della Cantina del Rospo la leggete qui, poco più, l’ha raccontata Sabrina Somigli: in sintesi, un’idea geniale per rimotivare gli abitanti anziani del luogo a non abbandonare le vigne ma  ricominciare a produrre vino , in modo da creare di nuovo un circolo virtuoso positivo, che permetta di creare un legame con i giovani che, eccezionalmente e fuori da ogni aspettativa, hanno deciso di tornare a casa. “Coming home” potremmo dire, visto che in molti hanno fatto esperienze in tutto il mondo. E la cosa più bella è che un’idea nata la sera a veglia, nel parlare tra amici, si è tramutata in realtà, tanto da poter etichettare e vendere bottiglie con la dicitura della cantina.

Non poteva bastare, si doveva andare oltre: perché solo loro, perché avere un’esclusiva della bontà del prodotto? Va bene la primogenitura ma la qualità?Solo loro bravi Siamo in Toscana, che diamine, un po’ di sana competizione! E quindi parte la disfida: chiunque abbia una vigna può competere, chi ha voglia i vinificare in proprio deve partecipare. E nasce così una sfida di paese, che vede tutti gli abitanti coinvolti , con i sani sfottò a fare da contorno a quello che sarà il giudizio finale. .

San Giovanni delle ConteeVista l’età sono stato fatto presidente di Giuria qualificata, ovvero con i degustatori di professione seduti alle tavolate allestite nella strada principale del paese, a giudicare 17 vini rossi e 5 vini bianchi, con gli astanti produttori presenti in diretta. Occhi puntati, sana curiosità, lavoro non scevro da tensione per non sbagliare approccio con i prodotti, ma soprattutto per non saper valutare il grado di accettazione del giudizio. Lavoro curioso intrigante divertente e piacevole. La scelta è quella di proclamare i primi tre di ogni categoria , sommando i giudizi espressi in centesimi e per far questo il conclave degli scelti per l’operazione si riunisce nell’osteria del paese, che funziona da centro di aggregazione. Da lì partiranno i piatti per una cena fatta di piatti tipici, acquacotta obbligatoria come partenza , dove rimpiango l’abbandono dell’agnello fritto per manifesta sazietà.

San Giovanni delle ConteeIl pathos della proclamazione del vincitoreè particolare: si sommano la curiosità del risultato, la fame per la cena, la partita che sta per iniziare con tanto di schermi montati apposta sul viale principale. Ma non ci sono cattiverie o facce tese mentre parlo, solo la giusta tensione che dimostra l’interesse e la partecipazione: ci sono tutti a sentire chi ha vinto, e farlo prima di cena permette di far assaggiare tutti i vini , in modo che tutti possano dire la loro. Ed è un bel sentire ed un bell’assaggiare. La disfida continuerà e regalerà belle cose

 

Foto di Daniela Giuliani

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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