La conturbante seduzione del midollo

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Carnale, estremamente selvaggio, un gusto barbaro: il midollo è un alimento che, a ragione, entra nell’intimo di una persona, la scuote, la fa riflettere. Che lo si mangi nell’ossobuco , alla milanese o semplicemente in umido, o che lo si gusti con gli “os a moelle”, rimane una pietanza sostanziosa, verace, capace di avvolgere il palato senza compromessi. Sale grosso, pane tostato, la crema formata dall’interno dell’osso si spande e penetra in ogni luogo, lasciando il segno. Lo si mette anche nel risotto alla milanese, ma lì quasi si nasconde, non mostra il volto deciso…meglio provarlo anche in arditi accostamenti, come  in compagnia di crostacei..hai visto mai?

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

4 commenti

  1. cavolo leonardo, hai saputo rendere perfettamente le emozioni sprigionate da questo magnifico piatto. E’ vero anche che nel risotto alla milanese,il midollo non mostra il suo volto deciso.
    Con i crostacei! Intuizione da amestro, direi. Cosi a naso mis confiffera assai.
    Mi tarda di testare 😀

    ps Il titolo dell’articolo avvolge il lettore accorto come un foulard di seta intorno al collo.

  2. Il midollo appartiene ai cibi che si iniziano ad amare da bambini. Suscita un imprinting che ti porti dentro il
    Cervello senza filtri. E’ un cibo primordiale

  3. Pingback: Idee menù per il fine settimana « radicchiodiparigi

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