La cioccolata calda di Hercule Poirot

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Se c’è un particolare che mi ha sempre incuriosito nel personaggio di Hercule Poirot, creato da Agata Christie è quello di essere legato alla tradizione belga pur essendo inglese nell’anima. O almeno io l’ho sempre visto così, complici le numerose trasposizioni televisive e cinematografiche.

Cioccolata caldaL’aspetto del detective privato è formale però inconsueto nelle forme, in più si aggiungono anche i vizi. Già  che il simpatico investigatore belga  non beva “english tea” alle cinque della sera appare bizzarro: lui sorseggia sempre la sua cioccolata calda nettandosi con attenzione i baffi. Mi sono immaginato quale potrebbe essere la sua ricetta, ripensando ai miei trascorsi in Belgio: i ricordi sanno di praline più che di cioccolato fondente, però posso benissimo sbagliare.

Hercule Poirot

 

 

 

 

 

 

 

Io mi immagino una cioccolata fatta con metà latte e metà panna (125 cl cadauno), fatti scaldare con un baccello di vaniglia: di zucchero, ovviamente al velo, ne metterei davvero poco, un cucchiaino. DI cioccolato circa 70 g, fatto a scaglie e poi messo nel pentolino con latte e panna e fatto sciogliere a bagnomaria. Niente fecola, penserei a maizena ma se ce la fa il cioccolato da solo è meglio. E’ un gioco di temperatura se troppo caldo il latte temo non si addensi a dovere. L’aggiunta di cacao la vedo più olandese! E questo Poirot non lo sopporterebbe!. Panna montata? Anche no, basta quella messa all’interno.

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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