La cassetta di cottura torna di moda

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Quando sento oggi parlare fior di chef famosi parlare di cucina di recupero o cucina circolare, ovvero preparare da mangiare senza sprechi, mi viene da pensare come molti concetti si ripropongano in maniera ciclica a seconda del momento storico che stiamo vivendo.

Cassetta di cottura

Grazie a Marco Vichi, scrittore di professione, ma entusiasta cultore delle tradizioni gastronomiche, ho potuto leggere un libretto edito da Il Resto del Carlino  a Bologna nel 1941, dal titolo esplicativo :“Non sprecate” nel quale già si affronta il tema del risparmio energetico applicato alle abitudini di casa. Da un punto di vista gastronomico , quello che è davvero interessante è la costruzione della cassetta di cottura, che permette di cucinare senza energia, ovvero sfruttando il calore accumulato durante la prima fase di cottura. Oggi che si parla tanto di cotture a bassa temperatura da un punto di vista professionale, ecco allora un metodo casalingo per applicare lo stesso concetto. Nel libretto ci sono davvero molte informazioni utili ancora oggi applicabili, compresa la costruzione della cassetta stessa.

cassetta di cotturaQuesto è un condensato delle motivazioni che spingono a utilizzare la cassetta, scritte da coloro che hanno deciso di metterle di costruirle e metterle in vendita, ovvero le socie di “Filio&Fibra”, cooperativa di comunità di  Celle sul Rigo a San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena. Lo scopo della comunità è quello di valorizzare e diffondere, attraverso una nuova lettura, tradizioni antiche e spesso dimenticate  della cultura popolare, attraverso processi produttivi  e manufatti, basati sulla tutela dell’ambiente e l’economia circolare.

cassetta di cottura“Il concetto di risparmio è applicato anche al tempo : tutti i metodi di cottura  richiedono un impegno diretto del cuoco che, necessariamente e a volte anche per evidenti ragioni di sicurezza, deve sovraintendere con la sua presenza e con i suoi interventi alla cottura del cibo, qualsiasi esso sia, per tutta la sua variabile durata.Questo spesso implica che, nelle società contemporanee caratterizzate ormai ovunque da ritmi giornalieri piuttosto frenetici, una buona parte della popolazione mondiale sia costretta (seppure a malincuore) a ridurre i tempi dedicati alla cucina di cibi di buona qualità e genuinità: 1 ora al massimo nelle famiglie (dalle 19 alle 20) con qualche possibile ampliamento nel fine settimana. Forse ancora meno per i single adulti. Non sono poche le conseguenze di questi stili di vita: vi sono tipi di cibi che sempre più raramente sono oggetto di preparazione e risultano esclusi dalle diete, ad esempio, i legumi o le zuppe sulle cui qualità proteiche e alimentari tutti gli specialisti concordano; vi sono tipologie di consumatori ,ad esempio, i vegani o i vegetariani, che con difficoltà trovano il tempo di prepararsi cibi in linea con le loro scelte alimentari; vi sono, di converso, numeri crescenti di consumatori che, per ovviare alle problematiche esposte in precedenza, si riforniscono  di cibi precotti, preconfezionati, monodose, di gamma elevata, ma con un rapporto qualità/prezzo decisamente inferiore, se non addirittura scadente.È per soddisfare queste esigenze, risolvere queste problematiche, individuare strumenti adatti a questi stili di vita sempre più diffusi e condivisi, che abbiamo pensato di inventare o, meglio, di reintrodurre nel mercato un particolare strumento di cottura – la cassetta di cottura.La cassetta di cottura è un prodotto di economia circolare, costruito con materie prime naturali, capace di garantire al tempo stesso: qualità, economicità, varietà di cibi, senza che sia richiesta la presenza del cuoco, di elettricità, di gas, o di altro genere di combustibile.La cassetta di cottura è un forno, costruito in legno o in feltro e riempito con cuscini di lana, che può accogliere varie tipologie di pentole (coccio, alluminio etc.).

cassetta di cotturaPer poter usare la cassetta di cottura è necessaria una breve preparazione che può essere svolta al mattino, mentre il “cuoco” consuma la prima colazione. Portata a ebollizione una pentola contenente il cibo (legumi, patate, zuppe, risi, stufati etc.) e mantenuta in questa condizione per un tempo variabile di 5 massimo 10 minuti, essa va trasferita nella cassetta di cottura. In un tempo variabile di 4 – 6 ore in funzione della tipologia di alimento, la cassetta favorisce attraverso un procedimento termico l’effettiva cottura del piatto senza che ci sia bisogno di alcun controllo, intervento, sovrintendenza da parte dell’utente e senza, naturalmente, provocare alcun rischio per l’ambiente circostante.Un’altra caratteristica fondamentale della cassetta di cottura è la seguente: se la cottura media di una pentola di fagioli è pari a xxx ore e se il cuoco non riesce a tornare alla propria abitazione se non in un momento successivo, la cassetta di cottura non lo punirà ed egli non troverà il prodotto sfatto, scotto, immangiabile. La cassetta di cottura, per i suoi principi termodinamici, conserva il prodotto dopo la cottura senza sciuparlo.”

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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