Filippi

La Brigata di Filippo a Pietrasanta

0

A febbraio saranno dieci anni che il ristorante di Filippo Felice Di Bartola, Filippo per gli amici, ha aperto i battenti: prima con il nome “Da Filippo” adesso con l’attuale “La Brigata di Filippo”, dove operano principalmente i suoi collaboratori, essendo lui impegnato a seguire un altro locale di Pietrasanta, il Filippo MUD, un cocktail bar con uso cucina, d ispirazione più creativa. A queste attività  unisce un bed and breakfast sempre in città, e coltiva  progetti di espansione, che potrebbero portarlo presto anche a Firenze. Dopo aver mosso i primi passi lavorativi in Versilia, l’esperienza da Giorgio Pinchiorri all’Enoteca è stata quella più formativa: dopo di questa, è  stato bravo a crescere come imprenditore, una volta lasciata la sede di via Ghibellina. Ha mostrato fiuto imprenditoriale quando ha deciso di investire a Pietrasanta, ora che la provincia di Lucca è diventata una delle mete più ambite per un turismo fatto di persone curiose e attente all’enogastronomia di qualità. Il sottotitolo del ristorante è “Trattoria italiana”, quasi una dichiarazione di intenti di quella che dovrebbe essere la cucina proposta. Dall’apparecchiatura il messaggio che arriva però è un altro: niente tovaglia, stile moderno, il che potrebbe rappresentare il vero trait d’union tra passato e presente.  Scorrendo il menu si ritrovano piatti che fanno parte della tradizione nazionale, dai passatelli in brodo e bollito che si trovano solo il sabato e la domenica, al roastbeef con patate, dalle cozze ripiene alla zuppa frantoiana. E si trova quindi sostanza nel piatto, nella quantità, che non lascia certo insoddisfatti coloro che amano mangiare, ma anche nei sapori, ben caratterizzati, non per forza saporiti all’estremo, quanto riconoscibili, grazie ad una materia prima di qualità. Le seppie e fagioli con bottarga sono un antipasto semplice, ma ineccepibile, con i molluschi teneri, i fagioli cotti senza la buccia spezzata, la bottarga di buona qualità. Le linguine vongole e carciofi hanno una serie di errori gravi: gusci spezzati, un fastidioso scricchiolio in bocca dato dagli stessi cottura non perfetta.  Da amatori il coniglio in porchetta con cicoria saltata, succulento e croccante. I dolci, in una lista concentrata e golosa,  possono essere un tiramisù o anche, nel periodo di Natale, il panettone fatto in casa con lo zabaione. La scelta dei vini è anche interessante, non enciclopedica però mirata, , ma da un ex sommelier di Pinchiorri ci si aspetterebbe maggior attenzione. Le bottiglie aperte sono tappate con lo stesso tappo originale, oramai forato, ricordano più l’osteria d’antan e non stimolano certo la proposta al bicchiere, in effetti non troppo spinta dalla sala  e proposta a prezzi non esattamente convenienti. Servizio efficiente, nei momenti di maggior lavoro diventa un po’ frenetico e sbrigativo ma sempre cortese. Antipasti dai 10 ai 16 euro, primi dai 14 ai 18, secondi dai 17 ai 20 euro

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Leave A Reply