Krug, la degustazione con l’ambasciatore Andrea Gori

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Non mi capita tutti i giorni di assaggiare Krug, lo ammetto e nemmeno che a guidare la degustazione sia il mio amico Andrea Gori, con il quale ogni tanto ci “esibiamo” nei video su YouTube con il nome di “Il Rosso e il Nero”. L’occasione è stata data dall’asta organizzata da Pandolfini a Firenze, preceduta da una degustazione di tre tipologie di Krug, la Grande Cuvée, il millesimato 2000 ed il rosé, seguita poi da un “light lunch” organizzato dall’Enoteca Pinchiorri. Alla base della degustazione c’è IMG_0568il racconto della maison Krug:  come è nato e si è sviluppato il mito di un brand dove, a parte la fama per un pubblico di conoscitori dovuta ad un nome diventato leggenda, ci sta un progetto qualitativo di tutto rispetto. Sul sito vi troverete tutti i dettagli , ma qui preme sottolineare la pervicace volontà di Joseph Krug nell’ottenere uno champagne di qualità in anni nei quali il concetto non era così chiaro come adesso. Joseph Krug nato a Magonza, impiegato nel mondo del commercio e dello champagne, ha una visione del prodotto quale puro piacere, ed il suo obiettivo è quello di  servirlo tutti gli anni allo stesso livello. Nel  1843 fondò la maison che porta il suo nome, mettendo a repentaglio i rapporti familiari, visto il legame con Jacquesson, del quale sposò la cognata.Uno dei simboli della maison è il  taccuino di Krug: per essere in grado di riproporre tutti gli anni . la cuvée numero 1 detta la  Grand Cuvée, e la Cuvée o quella delle circostanze, c’erano racchiusi tutti i consigli, le sperimentazioni effettuate, le percentuali di vini di annata e di riserva. Andrea Gori spiega che “per Krug loIMG_0565 champagne perfetto era ossessione, il vino doveva provenire unicamente da ottime uve e teorizzava addirittura due  Grande Cuvée diverse, a seconda delle nazioni dove doveva essere venduto”: uomo di marketing ante litteram insomma! Secondo Christian Roger, altro conduttore della degustazione, il filo conduttore dei prodotti Krug è dato dalla finezza, l’ eleganza, grande freschezza, ottenute seguendo schemi di lavoro ben precisi. Ad esempio le barriques sono utilizzate dopo 5 o 6 anni che hanno già contenuto vini, e per decine di volte, sempre per vini d’annata . Sono poi un centinaio i  “vini di riserva” dai 10 ai 15 anni di anzianità. I campioni per definire la cuvée sono assaggiati nel corso di due mesi. 3 principi sono alla base della filosofia Krug: individualità, arte dell’assemblaggio, pazienza e altri elementi che possono sintetizzare il pensiero di chi dirige la maison è racchiuso in 4 c : Coerentemente Krug Grande Cuvéé, Cuvée de Prestige, Creazione artigianale esclusiva, Collegamento continuo. Le degustazioni che seguono sono scritte tenendo anche conto di quanto citato dai degustatori

 KRUG GRANDE CUVEE

Pepe bianco, miele, nota minerale Note agrumate limone e arancia, molto persistenteIMG_0557

Di colore paglierino intenso con riflessi appena dorati; si presenta al naso con sentori di frutta matura, albicocca, susina gialla, mirabelle(quando siete indecisi ditelo sempre che funziona per lo champagne !!! E’ la susina gialla), mandarino, frutti di bosco mirtillo, lievi cenni speziati. Cenni di brioche, tostatura poi pepe bianco, miele e nota minerale evidente. In bocca la struttura risulta abbastanza spessa, piena, decisa, larga, freschezza ben amalgamata, cremosa, con acidità spiccata, sapido e appetitoso . (“Da bere a sorsi pieni”cit. Gori).

 KRUG MILLESIMATO 2000

Un’ annata particolare con primavera regolare,  Luglio 4 volte oltre la media stagionale di pioggia, poi fino a settembre buono

Alla vista si presenta dorato leggero. Complesso al naso, con un tostato sopra le righe , poi affiora la scorza di limone, la pienezza deiIMG_0560 frutti secchi tostati come nocciola, mandorla, una punta di torrefazione di  caffè, poi la scorza di agrume candita. Meno volume nella bocca, rispetto alla Grande Cuvée,  ma finale molto lungo. In bocca è  sapida, piena, succosa, densa al punto giusto, si chiude nel finale in maniera regolare, senza squilibri   (“Lo avete assaggiato tutti, è molto nervoso” cit.Gori ma l’importante è che il vino non mordesse!! ). Da abbinare al pollo arrosto(sempre lui che lo afferma 🙂

 KRUG ROSE’

 Velo di cipolla classico appena sbiadito  come colore, poi si attacca al naso con sentori floreali di peonia e rosa carnosa(cit. Gori che ha un passato come vivaista!), cassis, frutta rossa in genere , dove poi si amalgamano aromi di  cioccolato bianco, con nota speziata, vanigliata, cenni di confetti Forse meno corpo della Grande Cuvée come impressione, nonIMG_0563 vuole utilizzare il bagaglio dei vini di Riserva . Finale di palato con succo di melograno. Da abbinare con una sorta di cacciucco con spezie insistenti,(cit. Gori) un vino che si esalta a tavola. Molto rotondo, morbido

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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