banner4

JK Place a Firenze

0

Spesso si accusa Firenze di essere una città provinciale, ed in effetti, per certi versi, assomiglia ad un paesone dove tutti si conoscono. Negli ultimi anni qualcosa è successo, più per merito degli altri, ovvero dei turisti che sono aumentati, soprattutto quelli “altospendenti”, e l’offerta si è trasformata. Da un lato sono aumentati i mangifici, luoghi dove ingozzare le persone con qualunque cibo possibile, dai gelati artificiali a salumi di dubbia provenienza, dall’altra l’offerta di qualità si è elevata, non solo come piatti proposti, ma soprattutto come luoghi di accoglienza sempre più belli. Ori Kafri, il proprietario dell’albergo, aveva già intuito le nuove tendenze del turismo, quando aprì qui la sua prima struttura di lusso, nel 2003 in Piazza Santa Maria Novella, alla quale hanno fatto seguito le aperture degli hotel a Capri e Roma. La parte ristorativa fiorentina  ha sempre vissuto fasi alterne, prima un Lounge bar, poi il tentativo del ristorante gourmet, poi una chiusura ed oggi siamo arrivati ad una proposta misurata sulla richiesta del turista e le nuove tendenze. In estate, ma fino a che il tempo lo permette, si mangia nel dehors, dove si gode della vista della chiesa di Santa Maria Novella, altrimenti in una sala interna, arredata con gusto particolare, di un lusso  elegante e non ostentato. Chiuse le porte, sembrerebbe davvero di essere a New York come a Londra, per l’atmosfera che si respira. Una delle piacevoli caratteristiche del posto è quella del servizio, fatto in maniera professionale e attenta, con i camerieri che una volta si sarebbero definiti “di bella presenza” negli annunci di lavoro, adatti anche a qualche servizio fotografico di moda: le stesse divise sono una scelta attenta, di stile, in tono con quello dell’ambiente che li circonda. Più che un ristorante si potrebbe definire un luogo del cibo, dalle 12 si va avanti con il servizio fino a sera, grazie anche ad una proposta adatta ad ordinare di fatto portate singole. Che sia mirato ad una clientela straniera lo si capisce dal menu, scritto prima in inglese e poi in italiano: ma è anche vero che anche gli orari fanno la differenza, la clientela locale lo sceglie più per un cocktail o un aperitivo. Una piacevole sorpresa è la proposta, quando possibile, delle mezze porzioni, il che permette di assaggiare magari qualche specialità in più. Comunque la definizione di menu classico non è perfetta, diciamo che rappresenta  una lista di piatti adatta a tutte le ore e a tutte le esigenze: accanto ad una scelta di ingredienti che denota attenzione alla qualità, come i fagioli zolfini e gli spaghetti di un pastificio artigianale di zona come il Fabbri , non mancano i piatti che strizzano l’occhio alla moda, come la cotoletta alla milanese con pomodorini e rucola (sic!) Allo stesso tempo, la proposta di tartare vegana, con avocado e maionese di mandorle non è assolutamente banale. Paccheri con pesto e gamberi insapori, dimenticabile il pesce del giorno,branzino,  non all’altezza, da perfetti golosi il tiramisù. Prezzi: 23 euro tartare, 14 mezza porzione, 29 cotoletta alla milanese, 39 il pesce. Scelta dei vini misurata ma attenta. E poi un plauso per le stoviglie: un caffè bevuto in quelle tazze ha un altro sapore.

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Leave A Reply