Jeff Koons, il dissacrante kitsch

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TESTO DI ELISA MARTELLI

Jeff Koons nasce a York, in Pennsylvania, nel 1955 ed è considerato uno degli artisti più influenti, discussi e pagati del secolo: basti pensare che una sua scultura è stata recentemente venduta per oltre 91 milioni di dollari!

Studia al Maryland Institute College of Art di Baltimora e si laurea nel 1976 all’Art Institute di Chicago, poco dopo si trasferisce a New York dove tutt’ora vive e lavora. Fra le sue prime opere si ricordano i conigli gonfiabili, poi declinati in diversi materiali e misure, seguono altre opere che traggono ispirazione dall’immaginario della società consumistica statunitense. Dissacrante proprio verso la società che l’ha reso famoso, crea opere considerate “kitsch” che invadono molte città d’arte e finiscono nelle collezioni dei multimilionari.

Jeff koons CicciolinaInvitato alla Biennale di Venezia del 1990 presenta la serie Made in Heaven in cui compare con la moglie Ilona Staller, nota pornostar, in performance sessuali. I due divorzieranno nel 1992 e Koons non riuscirà ad ottenere la custodia del figlio, nello stesso periodo nasce la serie Celebration in cui compaiono giocattoli come i balloon dogs.

L’opera Cherubs (1991) è una delle ultime della serie Made in Heaven iniziata con Cicciolina come protagonista, serie che –per usare un eufemismo– mischia sacro e profano. Due cherubini di oltre un metro di grandezza si slanciano da un muro, in realtà si tratta di due busti troncati destinati all’immobilità della parete. I putti sono stati scolpiti in legno policromo da degli artigiani bavaresi e sono caratterizzati da teneri colori pastello che rimandano alle decorazioni rococò delle chiese 700esche, ma non può mancare il tocco di Koons che inserisce fra le braccia angeliche un orsacchiotto celeste.

CherubsAnche Seated Ballerina (2010-15) prende ispirazione dall’artigianato, in particolare dalle deliziose ballerine di porcellana prodotte dalle migliori manifatture europee. La sua opera però è realizzata in acciaio specchiante e supera i due metri di grandezza, si crea così un cortocircuito fra arte pop e la maestria artigianale degli abili realizzatori della scultura e del nutrito team di artisti del suo studio, oltre 30. Seduta su uno sgabello, la ballerina di Koons si abbassa per calzare con grazia una scarpetta azzurra, dello stesso colore dell’abito a rouches che ricorda le increspature delle onde marine. Una Venere moderna dalla pelle liscissima ed i capelli biondo platino che nel 2017 verrà riprodotta in una bambola gonfiabile di 14 metri che invaderà la piazza del Rockefeller Center di Manhattan.

BallerinaAmato e criticato, Koons è il solo artista vivente ad aver avuto una retrospettiva immensa al Whitney Museum di New York, questo è l’incipit della recensione di Jed Perl sul The New York Review: “Imagine the Jeff Koons retrospective at the Whitney Museum of American Art as the perfect storm. And at the center of the perfect storm there is a perfect vacuum. The storm is everything going on around Jeff Koons: the multimillion-dollar auction prices, the blue chip dealers, the hyperbolic claims of the critics, the adulation and the controversy and the public that quite naturally wants to know what all the fuss is about. The vacuum is the work itself, displayed on five of the six floors of the Whitney, a succession of pop culture trophies so emotionally dead that museumgoers appear a little dazed as they dutifully take out their iPhones and produce their selfies.”

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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