Filippi

In campagna per scelta 8

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Amerigo camminava assorto e iris lo seguiva, la brezza rendeva piacevole il camminare. “Sai, io odio il pomeriggio, fosse per me sarebbe il momento giusto per dormire”  esordì lui. Ed Iris di rimando, con l’aria furbetta: “Vuoi dire che ti piace fare la pennichella, ammettilo, vedi che l’età che passa fa vedere i suoi effetti. “. Amerigo di rimando: “No, davvero, io amo la notte, il mattino presto, ma il mondo si potrebbe fermare dopo pranzo. Vorrei svegliarmi alle nove di sera ed iniziare allora la giornata, la notte sono creativo, al mattino amo confrontarmi con le persone, il pomeriggio è vuoto e stanco, mi impigrisce”. “Potevi fare il portiere di notte, un lavoro ricercato” chiosò lei, sempre leggermente dissacrante. Camminavano immersi in uno strano silenzio dove era il rumore delle foglie, del vento, dei sassi, della terra smossa a popolare i loro timpani, entrambi a capire come poteva essere nata una giornata simile, fra due persone sconosciute, che li aveva portati a condividere pensieri ed emozioni in maniera non comune. ” Tu sei mai stato a letto con una donna conosciuta da poche ore? “ . Amerigo si voltò a guardarla, stupito più dal tono che dalla domanda. ” A me è capitato, più di una volta..sconosciuti che sono passati ma non per questo mi giudico strana o leggera”. Amerigo sorrise mentre rispondeva ” Guarda che hai fatto tutto da sola. te la sei detta e te la sei giustificata. Pensavi che ti giudicassi? Che non ritenessi normale e possibile?” “In realtà forse l’ho voluto ribadire a me stessa e a chi non mi ha capito nella vita, per come mi posso essere comportata”. Erano frammenti che si staccavano da parte di entrambi, una cortina che piano piano si stava sgretolando, quasi che avessero voglia di aprirsi e farsi conoscere. “Che fai oggi pomeriggio?” Iris lo guardava ridendo nel fare la domanda. “Meno male che buona parte del tempo lo abbiamo passato insieme, poi credo di fare un bel lavoro di riassetto in casa” “Dai fai le pulizie?” “Ma no, devo appendere due quadri, riparare una mensola e rendere di nuovo l’ambiente presentabile. Tu invece? “Ci credi se ti dico che sarò pronta a stirare, un’azione sconosciuta nel corso degli ultimi anni e della quale mi sto riappropriando”. Vagava nell’aria la curiosità latente di conoscersi ancora più a fondo, per entrambi il cervello stava volando velocemente, e le parole uscivano talvolta strappate, cenni improvvisi, flash appena scattati, per poi recuperare nel silenzio della loro testa la maniera migliore di affrontare l’altra persona- ” E tu hai invece mai provato il colpo di fulmine? “ chiese Iris. “Quella sensazione magnifica che in un attimo ti fa capire che hai davanti la persona che cercavi inconsciamente e che vorresti avere accanto a te?” Fece passare qualche secondo e continuò ” A me è capitato e ti assicuro che è veramente bello da provare, è una dimensione nella quale vorresti vivere a lungo”. Si chetò asciutta ma serena, continuando a camminare stavolta precedendo Amerigo, per poi non aprire più bocca fino al ritorno a casa. “Senti ma dopo le tue incombenze da femmina e le mie da maschio, ci ritrovassimo per l’aperitivo?” domandò Amerigo speranzoso . “Fissiamo dai, se non avrò finito di stirare vorrà dire che lo fari tu per me, mentre mi invento qualcosa”. C’era tanta voglia di parlare a lungo, senza stancarsi.

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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