Filippi

In campagna per scelta 5

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Iris cominciò a bere avidamente, per poi stendersi sull’erba quasi sfatta: era molto apocalittica nel suo modo di fare, aveva voluto correre per arrivare prima alla sorgente, una volta che lui gli aveva mostrato dov’era. Poi si era stesa in maniera fragorosa, rotolandosi sull’erba per poi fermarsi ad osservarlo con uno sguardo birichino. Amerigo la osservò divertito, per poi fermarsi a bere anche lui. Si squadrarono appena e poi lui le disse: “Non sono una pianta“. Lei lo guardò di sottecchi cercando di capire dove volesse arrivare e subito lui aggiunse ” E’ l’ora giusta per un bicchiere di vino e magari mangiare qualcosa, non credi? “. Iris guardò l’acqua che usciva dalla fonte, capì la battuta e iniziò a ridere, ovviamente in maniera potente . “Certo che battutone così me le facevano alle medie”  aggiunse: “Comunque sì, buona idea. Cucini tu, vero? A me piace mangiare, ma in cucina non mi applico“. “Quindi non sai cucinare” affermò Amerigo. “Non hai capito, sono bravissima, solo che lo ritengo tempo sprecato”Facciamo così, andiamo a mangiare fuori, che almeno non litighiamo”. “Ma mi devo cambiare? “ fece Iris e lui la guardò a metà tra lo stupito ed il meditabondo. “Che ho detto, ho sbagliato qualcosa? “ si interrogò lei ma lui non le rispose e cominciò semplicemente a camminare, dirigendosi verso la trattoria. Un flash, improvviso, i pensieri che tornano indietro, quando usciva con lei e andava a mangiare sempre fuori, era il momento perfetto , l’unico che non creava tensioni fra loro, la pace. Lei si vestiva sempre per uscire ed anche lui lo faceva, uniti anche in questo, uguali e in sintonia. Continuava a passeggiare e Iris lo seguiva in silenzio, capendo che in certi casi era davvero più utile tacere. Entrarono nella trattoria e a lei si aprì il cuore a vedere un  ambiente che trasformava tanti suoi sogni in realtà. Il caminetto da un lato, la pietra a vista, i tavoli apparecchiati con tovaglie candide, lei che odiava la moda delle posate messe direttamente sul tavolo. Mancava l’oste rubicondo ad accoglierli ed il quadro sarebbe stato completo. Arrivò invece una signora sui 60 anni, curata nell’aspetto, dal sorriso intenso. Baciò Amerigo in maniera affettuosa abbracciandola e non capì perché la cosa la dovesse disturbare. Ascoltò in disparte il breve dialogo, quindi si accomodarono in un tavolo d’angolo, anche a sala vuota. “Non sopporto mangiare sapendo che qualcuno m siede alle spalle” esclamò Amerigo una volta seduto. Iris era in attesa di un suo pensiero, magari uno sfogo, qualcosa che le facesse capire meglio il momento, ma lui la sorprese rivolgendosi a lei in maniera perentoria ” Senti , ordino io per te, tanto so già cosa mangerai, e ti evito la fatica di scegliere”- Ora un uomo così la intrigava parecchio. Iniziò a leggere il menu curiosa di sapere se fosse stato in grado di intercettare ii suoi gusti. Intanto arrivò il pane con il pomodoro spalmato basilico e altro, l’olio, il sale….e il promo morso fu molto importante.

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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