Il vino, le storie e l’olio

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Come tre libri raccontano pezzi di vita attraverso donne, uomini e buoni prodotti

Non è un caso di plagio o, più banalmente, nessuno ha copiato. Siamo portati a pensare a una semplice coincidenza, oltretutto dettata dalla contemporaneità della pubblicazione. Venendo al dunque, pochi mesi fa esce, per i tipi delle Lettere, Il Bicchiere mezzo pieno di Stefania Zolotti, giornalista e sommelier. Negli stessi giorni, per Comunica, ecco Del Bicchiere mezzo pieno di Paolo Massobrio, quello del Golosario.

Il bicchiere mezzo pienoA onor del vero, quello di Stefania riprende il nome del format, Il Bicchiere mezzo pieno, con cui lei da tempo gira l’Italia per tenere corsi dallo stile informale e appassionato sul vino. Senza far torto a Paolo, diamo quindi a Stefania quel che è di Stefania, che ha voluto riordinare, a mo’ di riepilogo quasi personale ma non privato, anni di idee, riflessioni e spunti sul vino e su tutto quello che ci gira intorno, ma soprattutto sulle incrostazioni dannose che ne danneggiano il senso, il sapore primo, lo scopo, la vita. La prima di queste iatture sono gli esperti o sedicenti tali – non a caso il sottotitolo del libro recita in copertina “Liberarsi dagli esperti è il primo passo per bere bene” – che secondo Stefania da decenni continuano a spostare l’attenzione sul prodotto e sulle proprie percezioni personali, mentre dovrebbe essere chi beve a esprimere un parere, magari circostanziato, su cosa beve e perché lo ha scelto, grazie semmai alle proprie conoscenze e al possesso di una certa cultura del vino che dovrebbe essere sempre più diffusa. Ne escono fuori così 130 e passa pagine che sono un inno contro i luoghi comuni, gli stereotipi, le frasi fatte, il pensiero dominante, le ferree leggi del mercato, il marketing, gli influencer; un libro piacevolissimo da leggere che suona come un canto alla libertà: prima in senso lato, poi di scelta e di gusto in materia enoica, per far sì che dietro o dentro ogni bicchiere si possa intravederne il territorio, la storia, il vignaiolo e assaporarne meglio il colore, l’odore e il sapore.

 

Del bicchiere mezzo pienoAltra storia quella di Paolo Massobrio che nei mesi dello scorso anno segnati dall’arrivo del Covid, dai lutti e dalle limitazioni al nostro quotidiano vivere ha pensato di scrivere una sorta di autobiografia che inizia proprio con un breve racconto della sua vita e si dipana attraverso la narrazione di cinquanta incontri con altrettanti personaggi, alcuni ancora in vita, altri non ci sono più, che, a vario titolo, hanno per lui avuto un ruolo e un significato da una trentina di anni a questa parte. Comincia da Bruno Lauzi e Luigi Veronelli e termina con Cesare Ponti, quello dell’aceto e della Peperlizia, passando da Gualtiero Marchesi, Angelo Gaja, Gianni Rigoni Stern, Mario Calabresi, Giacomo Porretti e tanti altri, tutti protagonisti di incontri speciali, tutti accomunati da uno sguardo che fa la differenza, dal modo cioè di guardare in maniera diversa il corso di una storia. Escono fuori così dalle pagine del libro cinquanta ritratti di donne e uomini del vino e della terra, giornalisti, cantautori, personalità religiose e atei con cui Massobrio avrebbe voluto stare ancora il più possibile per alimentarsi di quel modo di guardare anomalo, positivo, differente.

 

TrentagocceCon Trentagocce Marco Gemelli, curatore e editore, e Andrea Perini, chef, raccontano l’extravergine di oliva da ogni possibile angolazione. Partendo dai piatti di Andrea in cui l’olio ha un ruolo importantissimo, e dalle trenta ricette da lui create o reinterpretate, ognuna con un olio diverso e con un vino diverso in abbinamento, il libro analizza l’extravergine di oliva a cominciare dalla bellissima pianta e dal modo di coltivarla per passare poi alla frangitura;  e si sofferma sul suo uso dall’antichità ai giorni nostri in cui è diventato anche protagonista del fine dining e addirittura della mixology. Nelle pagine del libro trovano il giusto spazio il fenomeno dell’oleoturismo, il modo in cui questa eccellenza si posiziona nei mercati internazionali, le proprietà nutritive e organolettiche della “spremuta di olive”, le tecniche e il piacere della sua degustazione, la ricchezza e la diversità dei cultivar, il ruolo di consorzi e associazioni. Insomma gusto, edonismo, storia, economia, buona tavola convivono in perfetto equilibrio nella pubblicazione che rappresenta un punto fermo ed esaustivo nella rinascente cultura olivicola.

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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