Il vignaiolo è prima di tutto il custode di un territorio: Giuliano Tarchi

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Il vignaiolo è prima di tutto il custode di un territorio, lo preserva e lo valorizza attraverso una condotta rispettosa del vigneto che porta alla conservazione stessa della vite nel tempo come patrimonio di un luogo. La cura e l’attenzione fanno sì che interpretando le diverse stagioni e leggendo le necessità di ogni singola pianta, il vignaiolo possa raggiungere la raccolta delle migliori uve in termini di salute e di caratteristiche aromatiche dalle quali verrà estratto il mosto che parlerà la lingua di uno specifico areale di coltivazione.

viteIl vino è un prodotto “culturale”, non nasce spontaneamente dalla vite ma richiede sempre e comunque l’intervento dell’uomo. Si può dire che è il risultato di un triangolo virtuoso in cui il vitigno, il territorio e la mano dell’uomo trovano la perfetta armonia e sintesi. Le differenze principali sono date dalla zona di coltivazione, che rende uniche le caratteristiche intrinseche del vino, e dalla mano dell’uomo, che con cuore e sapienza coltiva e rispetta le viti estraendone tutta la forza e l’anima.

La sesta “emozione” è quindi rappresentata dalla pazienza e dall’amore di chi custodisce la natura e la preserva dal tempo per far sì che diventi patrimonio delle generazioni future e godimento nei frutti che, grazie alla qualità dei grappoli prodotti e raccolti, ogni anno gli enologi possono trasformare ed interpretare in emozioni liquide.

I volti che mi vengono alla mente sarebbero veramente tantissimi e altrettanti i cuori che battono per questo mestiere così antico e sempre nuovo allo stesso tempo.

albero ornellaiaInizio però con il volto a me più vicino di Giuliano Tarchi, responsabile del patrimonio viticolo della azienda Ornellaia e Masseto. Il colore è l’indaco, una tonalità molto scura tra blu e viola, che deriva anticamente da un colorante ricavato dalle foglie delle piante del genere Nerium originarie dell’India. L’indaco rappresenta la capacità meditativa, simboleggia l´abilità nel guardare con criticità ciò che ci circonda, è il colore dell’intuito e della riservatezza, del saper attendere ed interpretare. Esattamente quello che è richiesto ad un vignaiolo che cura, legge, interpreta e cerca di ottenere il risultato migliore dal suo terreno e dalle sue viti.

 

viti ornellaiaQuando ho incontrato Giuliano Tarchi, responsabile agronomico di Ornellaia e Masseto, ho avuto la sintesi perfetta di questo concetto di vignaiolo custode di un patrimonio viticolo. Dalle parole usate nel descriverci il suo lavoro in una delle aziende più belle e famose al mondo, scaturiva estrema umiltà, tipica di chi si pone sempre in ginocchio davanti alle viti, osserva la natura guardandola negli occhi senza sovrastarla ma cercando di armonizzarsi e comprendere le infinite sfumature che assume. Interpretare una vigna con umiltà porta ad amarla, a capire la lingua delle stagioni, porta anno dopo anno a conoscerla così profondamente da emozionarsi ad ogni primavera, quando al pianto delle viti riscoppia la vita.

L’azienda venne fondate nel 1981 per volontà del marchese Lodovico Antinori, oggi la proprietà è però della famiglia Frescobaldi. L’acquisizione da parte del gruppo Marchesi dei Frescobaldi, avvenuto circa vent’anni fa, ha permesso un’accelerazione nel processo di crescita aziendale. La sapiente guida di Giovanni Geddes da Filicaja ha fatto sì che i collaboratori più capaci crescessero, ha saputo esaltarne doti e caratteristiche, fino a farli diventare figure centrali e fondamentali per il raggiungimento dei risultati di eccellenza prefissati.

 

viti ornellaiaGiuliano è cresciuto nell’azienda Ornellaia partendo dal gradino più semplice di operaio, arrivando con testa e cuore a rappresentarla come direttore agronomico e responsabile viticolo.

Giuliano veste Ornellaia, nel senso che unisce nella sua figura tradizione e innovazione. Il suo difficile ruolo è dettato dalla necessità di muoversi “sul confine” tra il rispetto della vigna nelle sue caratteristiche naturali e il poter portare avanti in ugual modo gli interessi economici dell’azienda. Il suo stare “sul confine” è fatto di attitudine a gestire risorse umane oltre che naturali. Curare e far collimare gli interessi di chi coltiva la terra e fatica ogni giorno, con gli interessi di chi alla fine dei conti deve far tornare i pezzi del puzzle da un punto di vista economico.

Giuliano ama e conosce ogni dettaglio, dalle caratteristiche del suolo di ogni vigneto dell’azienda alle pratiche necessarie per raggiungere il massimo degli obiettivi. Sulle sue spalle c´è infatti una grandissima responsabilità ma anche la soddisfazione di rappresentare un’eccellenza italiana nel mondo.

viti ornellaiaPer produrre qualità, ascoltando negli anni i vari consulenti che si sono succeduti, ha capito che la cosa più importante è curare e rispettare la terra, da lì tutto ha inizio e tutto si conserva. Il lavoro di vignaiolo si fonde qui con le attenzioni di un giardiniere, la cura dei dettagli senza lasciare niente al caso è portata all’estremo sulle singole viti di Ornellaia, piantate a densità altissime affinché la competizione porti le radici delle piante a scendere in profondità il più possibile alla ricerca delle sostanze nutritive più nobili e delle caratteristiche uniche imbrigliate nella profondità dei suoli bolgheresi. Questo permette una verticalizzazione della qualità, riscontrabile con costanza in tutte le annate dei vini prodotti, che si fonda sulla ricerca di equilibrio di elementi chimico fisici espressione di una precisa identità del territorio.

La scelta inoltre di avere quasi esclusivamente team al femminile per i lavori di campagna è la risposta all’esigenza nella cura dei particolari. Mani attente, delicate e rispettose che operino sulle piante con l’attenzione di ricamatrici, si pota leggendo l’anno passato ma guardando al futuro, si pulisce il verde cercando la perfetta armonia tra produzione e ombra-luce, si cura ogni singolo grappolo con mani che sono guidate dalla testa ma soprattutto dal cuore.

La gestione del personale diventa per l’azienda risorsa imprescindibile per la ricerca della qualità. Da qui la scelta di far crescere professionalmente in azienda collaboratori che vivono e provengono da Bolgheri, personale che ama la propria terra e la rispetta per lasciarla come testimone a chi arriverà dopo di loro. Le stesse mani che, anno dopo anno, gestiscono e parlano con le loro piante. Il senso di appartenenza è un elemento che garantisce la possibilità di estrarre il meglio dalla terra e mantenere il patrimonio viticolo, come un quadro dipinto da mille emozioni e che il mondo intero invidia e ammira.

La capacità di Giuliano e del suo Team sta anche nel saper gestire e distribuire al meglio le forze, dando gli strumenti più idonei, anche meccanici, per far sì che questo lavoro di cesellatori della terra sia il più confortevole ed efficace in termini lavorativi ed economici. Lui stesso ha progettato delle attrezzature che rendono possibile la meccanizzazione di alcune lavorazioni, in vigneti con sesti di impianto e impalcatura dei cordoni che renderebbero altrimenti economicamente proibitiva la necessità di impegno umano e cura dei dettagli.

albero della vitaLa storia di Ornellaia è conosciuta in tutto il mondo, io non mi permetto di aggiungere nulla, posso solo dire che attraverso gli occhi di Giuliano si vede tutta quella passione che anima e spinge chi ama la propria terra e ad essa ha dedicato la vita. Solo lavorando con gli occhi della passione le mani diventano creatrici del bello e del buono.

Si può lasciare poco spazio all’errore, si gioca una sola partita ogni anno, bisogna anticipare e interpretare la natura con la conoscenza di ogni dettaglio. È questo il valore aggiunto in questo mestiere… non c’è ricerca, tecnica e conoscenza se non c’è passione e non ci può essere eccellenza se non c’è amore.

 

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Circa l'autore

Nel 2002 comincia la mia avventura con il mondo vitivinicolo presso l'azienda agricola I Veroni nel Chianti Rufina fino a diventarne la responsabile produzione. Ma comincia soprattutto la conoscenza di un mondo Impossibile da non amare che ti entra dentro partendo dall'amore per le viti e la magia della trasformazione. La conoscenza e l’amicizia con chi ha già da tempo amato ed imparato ad interpretare questo mondo è forse la scuola più importante che abbia potuto avere e sulla quale cammino ogni giorno nella mia crescita di vignaiola.Sportiva da sempre amo le sfide e il superare i propri limiti, in nazionale juniores di atletica leggera sono arrivata fino ai campionati europei. Velocista non solo nei piedi e nelle gambe ma soprattutto nella testa … assaporare ogni secondo e curare ogni dettaglio è per me una scuola di vita e un mio modo di affrontare il mondo. Sogni? Continuare ad imparare e riuscire attraverso il vino a far assaporare la natura nel rispetto totale della sua Essenza. Vorrei imprigionare nelle bottiglie le emozioni che provo quando sono in vigna e farle vivere agli altri attraverso i miei vini. La passione per ciò che si fa è un motore per continuare a sperimentare e una opportunità per trasmettere ai nostri figli la consapevolezza che merita sempre provare, cascare, rialzarsi e realizzare i sogni piccoli e grandi che siano.

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