Il tovagliolo al collo…a volte un’esigenza

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Nell’immaginario collettivo rappresenta il  bifolco che non sa stare a tavola ed ha tanta fame, così tanta che sa già che si butterà sul cibo con molta foga. Di conseguenza, si macchierà alquanto e quindi si protegge sin dall’inizio  con il tovagliolo annodato intorno al al collo. Niente a che vedere con le signore impomatate, che portano sulle labbra un tovagliolo simil fazzoletto per tergere l’eventuale salsa rimasta . Mi dà noia vedere il bavaglio imposto, ad esempio nei ristoranti di pesce, dove come tanti scolaretti i commensali indossano, magari divertendosi, per non macchiarsi durante il succhiamento di astici, scampi o altri crostacei. Vi immaginate come una scena, dai risvolti erotici, possa diventare semplicemente ridicola?

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

5 commenti

  1. Per chi, come me, è imponente, il tovagliolo al collo è questione di sopravvivenza.
    La pancia si avvicina allo spigolo del tavole, e con essa camicie, cravatte e giacche. Il rischio di sporcarsi è altissimo.

  2. Fabrizio Pianta -

    per me il tovagliolo al ollo o meglio ancora il bavaglione diviene questione di vita o di morte nell’affrontare i maledettissimi spaghetti o bucatini che siano o peggio ancora….straaledetta si per quanto e’ buona e pericolosa…la pasta alla mugnaia…lunga…lunghissima…dura…e ribelle quanto basta per dover ritinteggiare la sala da pranzo dopo averla mangiata!!!!

  3. Descrizione degna del Decameron..un tempo, l’approccio cibo-uomo eludeva le più elementari regole dello stare a tavola, sconfinando in cruente battaglie per la conquista del bocone migliore..

  4. vabeh
    per i risvolti erotici basterà aver a disposizione – nonostante l’abbinamento avventuroso amarone/astice – la bottiglia di amarone o brunello (ops) e voilà i giochi son fatti
    🙂

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