Filippi

Il tempo delle castagne

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Fra le tante cose che poteva fare la domenica all’alba, certo non pensava di svegliarsi per andare nel bosco  a prendere castagne: lo aveva convinto Amerigo, amico da una vita, che si faceva vedere sempre nel momento del bisogno, e lui si trovava proprio in quella condizione, nella quale l’amico basta ti stia accanto per darti una mano.Si era svegliato alle cinque perché c’era un’ora abbondante di macchina per arrivare in montagna. Che poi, pensava mentre era sotto la doccia, fosse stato un amante di castagne..magari se il motivo fosse stato la ricerca di tartufi o di porcini si sarebbe svegliato più motivato: la prospettiva di portarsi a casa i marroni per fare bruciate, ballotte, improbabili Mont Blanc o una zuppa di castagne lo affaticava, ma lo allettava la sosta al bar per la colazione e poi quella dell’aperitivo. Scese le scale ed aprendo la porta guardò il cielo: pioveva in maniera fine e continua, risalì a prendere giubbotto e cappello ed uscì esattamente all’arrivo di Amerigo. Pochi convenevoli, partirono nel buio del mattino, entrambi in silenzio. Tacere sarebbe durato fino al bar, in modo da far meditare entrambi, rimettere a posto, da parte sua, un po’ di cocci dell’anima e parlare poi a stomaco pieno. Una volta entrati nel solito locale poco frequentato, si mettevano a sedere nel tavolino che era occupato, di solito, dai giocatori di carte;  era una colazione articolata, partiva da un espresso, seguiva un cappuccino, si chiudeva con un caffè americano: in mezzo, una brioche bastava, spesso era Amerigo che la terminava, non era il suo pasto preferito, quello del mattino . Durante la colazione cazzeggiavano, senza arrivare a parlare di calcio, che entrambi detestavano come non sopportavano i tifosi di calcio, così come odiavano la musica heavy metal o quella di gruppi di tendenza, che dovevano piacere per essere fighi: i Pearl Jam, ad esempio, loro affezionati ai vecchietti degli U2 o Depeche Mode. Risalirono in auto e proseguirono per la montagna, controllando di avere i sacchetti per la raccolta, i guanti, gli stivali: ci aveva pensato l’amico fedele a portare tutto. “Il motivo per il quale stai male?” : pose la domanda quasi sottovoce, sapendo che doveva iniziare, senza stare a perdere altro tempo. “Erano anni che vi stavate trascinando, dai, che lei se ne andasse era quasi scontato prima o poi”. Lo guardò, gli aveva dato il via e quindi iniziò a parlare di quella relazione che lo aveva consumato, per le montagne russe alle quali si erano sottoposti a livello sentimentale: iniziò a parlare dei suoi rivali, di come non sopportasse chi fossero, cosa facessero e perché lei li avesse scelto al suo posto. Iniziò a urlare, a inveire, a piangere, Amerigo rimaneva in silenzio, impassibile, concentrato sulla guida. Arrivarono sullo spiazzo della vallata dove parcheggiare, l’amico spense il motore e lo guardò” Il problema non sono gli altri o lei o cosa ti immagini: semplicemente è finita. Rassegnati e pensa che oggi a pranzo abbiamo gli spiedini con patate”. La prospettiva  della giornata migliorava alquanto, ed era anche smesso di piovere

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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