Il senso della vita per i primi liofilizzati

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Dopo il massacro perpretato  ad una vasta gamma di prodotti tipici  della gastronomia italiana, spacciando per italiani ingredienti che non hanno nemmeno annusato l’Italia da lontano, non poteva mancare l’assalto al piatto simbolo della cucina nostrale : i primi  piatti di pasta, nelle  più svariate accezioni del termine.  Oramai sono molti anni che questo avviene all’estero e, da circa vent’anni, anche nel suolo patrio, quello di vendere piatti già “fatti” solo da riscaldare e preparare in pochi minuti .

spaghetteriaL’industria alimentare ha ritenuto opportuno  sferrare il suo assalto nel settore “busta liofilizzata” che permette di immagazzinare e trasportare i cibi con maggior facilità, lasciando al prodotto surgelato il posto nel settore gourmet,adatto a chi vuole spendere più soldi (sic!) . Al bando il tempo sprecato in cucina a tritare, con atroci tormenti, la cipolla per il risotto, finito il tempo della melanzana tagliata a cubetti piccolissimi per la salsa delle pennette, è giunta l’ora del “pronto in dieci minuti”. Acqua bollente, a mimare il gesto consueto della nonna che preparava la pentola pronta ad accogliere soavi tagliatelle, un rapido taglio della busta e, come per incanto, ecco formarsi dapprima timidamente, e poi materializzandosi in maniera sempre più decisa il risotto ai carciofi, le pennette ai funghi, le farfalline alle melanzane e quanto altro aveva popolato i sogni gastronomici dei golosi veraci. Frasi come “cottura al dente” diventavano, all’improvviso, vuote di significato.

Spaghetti carbonaraLa masticazione diventa così un optional, quasi fastidioso, poiché il lento incidere delle mascelle svela il sapore di sottofondo, fatto di gusto umami, a volerlo dire in maniera moderna, oppure più semplicemente glutammato e sale, appena pervaso dagli aromi dichiarati di verdure e formaggi. Qualsiasi aggiunta di prodotti freschi viene assolutamente bandita nei consigli spassionati regalati nella retro confezione, affermando con piglio perentorio che tanta bontà non necessita di nessuna correzione. O forse svelerebbe, in maniera inequivocabile, la pochezza di cotanta pietanza!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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