Il riso violentato

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A vederlo così candido, pallido, talvolta opalescente risulta uno degli alimenti più candidi  mentre il riso, suo malgrado, diventa spesso protagonista di grandi orrori gastronomici perpretati nelle italiche cucine. Sarà per la sua incredibile generosità nell’accogliere qualunque ingrediente senza obiettare, oppure per la facilità nel mescolarsi a prodotti di dubbia origine senza che faccia niente per eliminarli, sta di fatto che dal semplice risotto sono nati tanti figliastri che hanno invaso i piatti di tante famiglie, cambiandone gusti e abitudini.

risotto kiwi e gamberettiDurante gli anni passati in cucina come cuoco e poi dall’altra parte del tavolo quale critico, ho visto cose aberranti ma di successo su un determinato tipo di pubblico Al riso sono stati mescolati il blue curaçao, per dargli un bel colorino celeste pallido a simulare il mare, albicocche e pesche sciroppate a formare improbabili insalate di riso  all’orientale, mirtilli ed altri frutti di bosco sciroppati uniti a  porcini per ricavare un discutibile risotto ai frutti di bosco, che doveva essere figlio di un mitico risotto porcini e mirtilli del ristorante La Scaletta di Milano. E che dire del risotto allo Champagne dove il preziosoliquido viene versato gelato a fine cottura, ad impedire qualunque azione benefica alla stessa?Dopo tali prove di forza, si pensava che il riso fosse ormai stremato dalle novità e riuscisse così a recuperare parte della sua vena originale:ma con un guizzo imprevisto, è riuscito ad unirsi a kiwi, ananas e gamberetti in un sol colpo.

risotto allo champagneTacciamo per carità di patria sull’uso abbondante di panna per mantecare un risotto preparato con il parboiled (sic!), stigmatizzando anche chi usa a parmigiano per mantecare quelli di pesce. Ma intanto il riso resiste e lotta insieme a noi!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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