Il punto su nuove aperture e chiusure di locali e arrivo di nuovi chef a Firenze

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Una Firenze che non trova pace gastronomicamente parlando, forse per un flusso turistico che continua ad aumentare, e grazie anche all’interesse di gruppi finanziari nell’investire in città per una rinnovata capacità di attrazione del capoluogo toscano che vede nel comparto artistico il suo lato più ricercato. Ma il turismo esperenziale sta prendendo il sopravvento, e la ristorazione rientra in questo concetto. Per fare ordine, meglio affrontare le novità suddividendole in comparti, partendo dal lato alberghiero. All’Helvetia e Bristol di via de’Pescioni , di proprietà del gruppo Starhotels, dopo i lavori di ristrutturazione che volgono al termine, è confermta ala presenza in cucina di Pasquale D’Ambrosio, in forza allo Sheraton Malpensa di Milano. Sta iniziando il suo percorso a Villa San Michele, sulle colline di Fiesole, Alessandro Cozzolino, dopo un lungo periodo trascorso ad Hong Kong. Partenza sicura a fine mese per Peter Brunel , del BSJ, oltre a supervisionare tutto il comparto ristorativo del gruppo Lungarno Hotels; malgrado le prove già fatte da affermati chef, manca ancora il nome ufficiale del sostituto. Appare certa la consulenza di Heinz Beck per il palazzo di via del Corso che il proprietario taiwanese Nelson Chang sta trasformando in albergo di lusso formato da sole suites: è stata la sede della Banca Toscana dal 1921, e dopo la dismissione da parte del Monte dei Paschi nel 2016 , si sono succedute le voci di chi doveva prendere la gestione ristorativa. Il ristorante della tradizione sembra venga gestito dai proprietari della Trattoria dell’Oste, con cinque locali aperti in città specializzati in bistecca alla fiorentina. Poco fuori Firenze, all’Impruneta, il Relais Villa Olmo affida la cucina ad Alessio Leporatti, scuola Gaetano Trovato, con esperienza fatte anche ad Osteria di Passignano. Per quanto riguarda il lato pizzerie trova casa Romualdo Rizzuti che, dopo la chiusura della propria sede in viale Europa, va ad occupare gli spazi del San Niccolò Bistrot, attualmente sede di uno dei locali del gruppo Bianca00, specializzato in pinsa romana: la cessione arriva dopo l’apertura dello stesso gruppo di una nuova posizione in viale Aleardi. Antonino Esposito arriva invece nella Food Court denominata Godi Fiorenza, in via Cavour, ideata e voluta dagli stessi proprietari del marchio Simbiosi, che a Firenze hanno già ristorante, pizzeria e bar poco distanti. E’ previsto il ritorno di Antonio Starita ad ottobre: dopo l’esperienza a la Buoneria, si trasferirà in via San Gallo, in una delle zone nascenti per quanto riguarda il food. Infine Guglielmo Vuolo, che fa parte del team che ha fatto rinascere il Caffè Italiano di Umberto Montano, occupandosi appunto del lato pizza. Sul fronte nuove aperture, da segnalare Coquinarius Fiesole: gli stessi proprietari di Coquinarius Firenze, di via delle Oche, hanno rilevato la gestione di un ristorante posto sulla via che porta a Fiesole, famoso nel passato sotto l’insegna “Le Lance”. Alessandro Soltani, del Caffè Santambrogio, seguirà la parte vino del rinnovato Caffé Italiano di via Isola delle Stinche , la cui gestione della cucina è affidata allo stesso gruppo  che ha messo Peppe Zullo alla gestione della cucina del ristorante Tosca del Mercato Centrale. Confermato l’arrivo di Luigi Incrocci nelle cucine del Grand Hotel Villa Medici. Ha aperto da poco la Vetreria in via del Proconsolo, terzo locale del gruppo che ha già Fuoco Matto e Bottega Conviviale. Apre in piazza Beccaria Mezzadria, Tuscany burger, nei locali che hanno ospitato un all you can eat.

Ma sembra che non sia finita qui!

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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