Il primo giorno di libertà

0

Era un’abitudine che lei aveva preso nel tempo, quasi senza accorgersene, il diventare più rilassata senza opporre resistenza, la capacità di non andare in angoscia . La chiusura forzata in casa non era stata una dannazione, le aveva fatto ritrovare modi di comportamento diversi e tempi allungati: aveva fatto i conti con i giorni che scorrevano inesorabili, senza la fretta bulimica di accumulare impegni, quelle ore che le sfuggivano sempre senza capire il motivo e che stavolta erano lì, disponibili senza limiti. Come quando in macchina ci si accorge che andare spartai non serve, si comincia a ingranare marce diverse senza dover correre e arrivando comunque, rallentando i ritmi e godendoselo per ogni istante, il viaggio.

campagna

 

 

 

 

 

 

 

 

Tant’è che non le bastava più una giornata per tutto quello che doveva fare. La notte le faceva una compagnia diversa, non per forza abbandonata alle tenebre. il mattino iniziava alle 4 con la lettura, poi le pulizie di casa, era diventata ordinata ma non maniacale, e soprattutto non aveva ceduto all’ossessione del pane fatto in casa o altre diavolerie .Utilizzava solo per se’ quei minuti guadagnati a Morfeo, e se puliva era per staccare e riflettere su argomenti indubbiamente più alti: e lui c’era sempre. Rifletteva come lo sentiva più vicino ora che nei mesi precedenti, che erano stati davvero duri e pesanti. Però alle otto non poteva farne a meno di cancellare i pensieri e ascoltare lo stomaco, la colazione era una necessità legata alla fame, ed infatti era diventata salata: le prime volte tentativi timidi con prosciutto e salame con il pane, e poi diventata di spirito ardimentoso, si cucinava gli spaghetti aglio e olio e peperoncino, senza scordarsi talvolta del minestrone, che ogni tanto imperava per giorni in cucina,  per la sua vena salutista, magari sotto forma di zuppa casereccia con pane ed altri amidi a dare sostanza. E non ci poteva certo bere caffè, aveva iniziato a dedicarsi alla scoperta di vini leggeri, come quelli rosa o quelli spumanti. Inebriante il fatto di degustare al mattino per poi riprendere la sera, lasciandosi una giornata in mezzo a fare altro. Con le amiche la video chiamata serale era diventata una sana abitudine, a loro non confessava che quella bottiglia fosse stata aperta dodici ore prima, troppo difficile da spiegare.

campagna

 

 

 

 

 

 

Saltava così il pranzo e le serviva per andare a camminare o correre, a seconda del giorno, nel tempo che gli altri dedicavano alla tavola, lei lo preferiva concedere a se stessa e al suo cervello. I chilometri erano a volte lunghi da non passare mai, a volte cortissimi, troppo veloci: dipendeva dallo stato d’animo, dai pensieri che le attanagliavano la mente, dalla fatica fisica che si manifestava nei muscoli contratti o .al contrario, quando risultavano sciolti e leggeri. Tutto proporzionale a come sentiva la mancanza o la vicinanza di lui.  Il caldo le permetteva di spogliarsi ed il corpo cominciava a reclamare quella nudità che lei gli aveva troppo a lungo negato. Pensava di aver paura a stare sola, senza vedere nessuno, ed invece si era rivelato un tempo guadagnato, per fare i conti con se stessa, e si era trovata pronta e desiderosa di cambiare. Non rivoluzionare o stravolgere, cambiare. Scoprire che il mondo scorreva lo stesso se lei si fermava fu una piacevole constatazione, che le ore passate ad ascoltare musica o leggere avidamente erano arricchimento e non un riempitivo e soprattutto cedere ai desideri primari: mangiare e bere solo quando aveva voglia, addormentarsi alle 9 di sera come alle due di notte senza ci fosse uno schema prestabilito. E in tutto questo aveva capito come vivere da sola fosse la sua vera condizione naturale, difficile tornare ad una convivenza . Non per questo poteva vivere senza di lui. E con un sorriso si avviò a correre sapendo che i chilometri sarebbero stati cortissimi .

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento