Il mio petto di pollo, da mangiare divertendosi

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Ho detto qualcosa di grosso, lo ammetto, mangiare il petto di pollo è già un impresa per molti, se poi lo si possa fare divertendosi è un’affermazione estremamente ardita. Tralascio il discorso legato alla qualità del pollo, che spero sia chiaro, intendo un pollo ruspante, dalle carni sode, non allevato in batteria. Il problema fondamentale è l’asciugatura della carne, che lo rende “tiglioso” e che impedisce cosi il piacere gustativo della morbidezza. petto di pollo

Una volta risolto il problema, largo al gioco di  profumi, dati da spezie ed erbe aromatiche e dove l’acidità può giocare un ruolo rilevante nella parte gustativa. Io comunque lo faccio così:

 

 

Petto di pollo ne calcolo 150 g a testa, pulito degli ossicini e della parte grassa, lo faccio a cubetti e lo metto in infusione con succo di lime, pepe bianco spezzato e cosparso bene, quindi foglie di coriandolo, sale fino. Meno di un’ora. Lo scalogno lo faccio bruciare a fette sulla griglia, anche uno a testa se piccoli.  Melanzane cotte sulla griglia e finite in forno, spolpate, frullate con olio, origano, timo quindi diluite con yogurt.

limePancetta a cubetti, 30 g cadauno, in olio ben caldo, con uno spicchio di aglio ogni due persone, a quel punto il pollo fatto cuocere a fuoco vivace. A fine cottura, sale e pepe quindi peperoncino fresco, verde e rosso, uno a testa, ginger tre  quattro fettine a testa, coriandolo fresco spezzettato a piacere, lo scalogno. Servo con la crema di melanzane e nocciole tostate in forno e tritate in maniera grossolana.

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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