Il mio cocktail di scampi

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Avrò avuto 8 anni la prima volta che l’ho assaggiato: una cugina che passava a Comunione ed il ricevimento ( ovvero il pranzo in piedi a buffet, ma si usava dire così) in un albergo di lusso alle porte di Firenze.. Vidi il bicchiere che mi colpì, non c’era un liquido, ma una salsa di colore rosa con due scampi che spuntavano. Chiesi al cameriere,  che mi disse  esattamente che si trattava di  “Salsa americana”. Addentai e rimasi colpito: sentivo insieme il dolce, il piccante, il saporito senza soluzione di continuità. E più mi stupivo e più addentavo, finanche a mangiare l’insalata sul fondo del bicchiere a forma di coppa: all’epoca la verdura era a me sconosciuta.

scampiChiaro che non può mancare una ricetta di cocktail che ho elaborato in anni. Partiamo da cosa non sopporto: una salsa slavata  e poco consistente, la mancanza di speziatura, la moderazione nel rapporto salsa-scampo, la sostituzione con gamberetti microscopici.

salsa rosaGli scampi li cuocio in padella con aglio schiacciato , sale, pepe di Caienna, appena un filo d’olio, quindi cognac a fiammeggiare. . Li tolgo, le carcasse le rimetto con le teste, ci aggiungo un goccio di vino bianco, via di nuovo l’alcol. Il tutto lo spremo al colino e tengo il fondo ristretto. La salsa è una maionese di soli tuorli, preparata con olio di semi unito ad olio EVO molto leggere e dolce come gusto. Vado poi di panna montata, senape, tomato ketchup, lime, tabasco verde e rosso, worchestershire sauce. Sul fondo del bicchiere metto cuore di sedano bianco misto a insalata iceberg, tutto tagliato a julienne e condito con sale, pepe, succo di lime. Quindi gli scampi, salsa abbondante , fettina di lime e prezzemolo riccio a decorare: però mi mangio tutto.

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. Enrico Taccone -

    Trovo già di per se’ meritorio rielaborare piatti della tradizione, magari alleggerendoli , per di più se demonizzati da questi chef stellati che imperversano sui social . Li definiscono anni 80 , dandone una connotazione negativa. Quindi mi complimento con te per l’operazione eseguita con una particolare attenzione ed amore per gli ingredienti.

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