Il linguaggio erotico del cibo in cucina

1

La seduzione inizia in cucina fin dagli appellativi con i quali i due amanti vogliosi cominciano a stuzzicare il desiderio. “Sei proprio un bocconcino tenero” oppure “Oggi mi sembri proprio appetitosa” fino ad arrivare a frasi più ardite, modello “Ti leccherei come un gelato” oppure “Sei polposa e succulenta” per non parlare di come viene declinato il verbo “succhiare”. Ma la cucina è un luogo adatto ai preparativi dell’amore, anche per i rumori: lo sfrigolare del soffritto, il friggere nell’olio, la rosolatura della carne nel forno sono tutti aspetti che hanno una funzione benefica nel preparare l’incontro. D’altronde, quando uno è innamorato perso, non diciamo che è “cotto a puntino”? E l’odore che emana un sugo o uno stracotto, ricco di elementi speziati non prepara anche le narici ad essere inebriate di passione? Ma che la cucina, anche nel passato, abbia rappresentato un’alcova perfetta è legato ai gesti legati al cibo: una donna impegnata nel fare la pasta, non ha movenze sinuose ed accattivanti? Provate a pensare a “Il postino suona sempre due volte” e a come la farina entra nel gioco di Jack Nicholson e Jessica Lange. Provate per credere!!

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. Grande Chef !!! e … non solo … per un giorno !!!!
    Molto onorato aver potuto cucinare con te per quella banda di ragazzini affamati (soprattutto di cose buone, non precotte, non le solite insomma).
    Qualche preoccupazione riguardo questo ultimo tuo post: che la solitudine notturna delle colline aretine ti faccia affiorare le pulsioni dell’eros o le prime pulsioni notturne dei suddetti ragazzini ti abbiano contagiato ? un saluto e .. un ringraziamento

Lascia un commento